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Epatite acuta, Bassetti: “Bisogna mettere in comunione i dati, non come i cinesi nel 2019”

Matteo Bassetti ha evidenziato la necessità di condividere i dati per indagare sui casi di epatite acuta di origine misteriosa.

Matteo Bassetti

L’infettivologo del San Martino di Genova Matteo Bassetti è intervenuto sui casi di epatite acuta nei bambini registrati in diversi paesi europei e negli Stati Uniti: il suo invito è quello di condividere i dati per indagare sulle origini della malattia evitando di fare come i cinesi nel 2019.

Epatite acuta: parla Bassetti

Intervistato nel corso di Non è l’arena da Massimo Giletti, l’esperto ha innanzitutto spiegato che “bisogna stare tranquilli” ed evidenziato che, dopo la pandemia, il sistema immunitario dei bambini non è allenato e può essere che ci siano reazioni esagerate all’adenovirus.

L’importante è ora continuare a fare ricerca e mettere in comunione i dati: “Non dobbiamo commettere gli errori fatti dai cinesi nel 2019, bisogna capire se è un nuovo virus o si tratta di un virus già esistente“.

Epatite acuta: 169 casi nel mondo

L’OMS ha fatto sapere che l’adenovirus è un’ipotesi possibile (alcuni soggetti colpiti lo avevano contratto) ma che le indagini sono ancora in corso. Stando ai dati aggiornati al 21 aprile, i casi segnalati ammontavano a 169 ed erano così suddivisi tra i paesi del mondo: 114 nel Regno Unito, 13 in Spagna, 12 in Israele, 9 negli Stati Uniti d’America, 6 in Danimarca, 4 nei Paesi Bassi, 4 in Italia (saliti a 11), 2 in Norvegia, 2 in Francia, 1 in Romania e 1 in Belgio.

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