Eredita 3 miliardi di lire, ma non può convertirle in euro
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Eredita 3 miliardi di lire, ma non può convertirle in euro

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La storia di Luigi C., che eredita dal nonno 3 miliardi di lire, ma non può cambiarle in euro per via della legge sulla conversione. Fa causa.

Eredita dal nonno 3 miliardi di lire, ma non può cambiarle in euro per la legge sulla conversione. Luigi C. si appella ai tribunali per fare causa alla Banca d’Italia.

Un’eredità di 3 miliardi di lire

“Il Tempo” riporta la curiosa storia di Luigi C., 48enne funzionario di banca. La vicenda è iniziata il 15 luglio 2017, alla morte del nonno paterno dell’uomo. Come raccontato dal protagonista della vicenda, Luigi era l’unico erede del nonno, spentosi a 89 anni in Svizzera. L’anziano era un imprenditore edile di successo che da Roma si era trasferito a Milano e, infine, a Lugano. Dopo che i genitori di Luigi erano morti, nonno Francesco aveva mantenuto con il nipote rapporti costanti e i due avevano stretto un solido legame. Talmente solido che l’89enne ha lasciato al funzionario di banca due appartamenti, due conti correnti con somme importanti e un portafoglio di titoli azionari che, come ha voluto specificare Luigi C., il fortunato nipote ha già cambiato.

La sorpresa più grande per l’uomo è stata, tuttavia, l’apertura della cassetta di sicurezza (di cui Luigi C. era ignaro) con il direttore della Ubs di Lugano. All’interno della cassetta c’erano 3 miliardi di lire.

Quando, però, l’euforico nipote si è recato alla Banca d’Italia per cambiare i soldi in euro, la delusione è stata così grande da indurlo a intraprendere la via legale. La Banca ha infatti dichiarato impossibile il cambio, in quanto, stando alla legge sulla conversione, la scadenza per cambiare le lire in euro era il 2012, a dieci anni di distanza dall’introduzione del nuovo conio. Luigi C. ha quindi deciso di appellarsi agli avvocati della Fondazione italiana risparmiatori per fare causa alla Banca d’Italia. I legali puntano sul fatto che il 48enne non sapeva dell’esistenza di una somma tanto ingente e che per questa ragione non aveva fatto richiesta per la conversione.

Insistono inoltre sul fatto che nonno Francesco fosse una persona anziana e che la dimenticanza della richiesta sia stata dovuta ai problemi di memoria che colpiscono nell’età senile.

Da parte sua, Luigi C. ha ammesso che l’eredità già ricevuta gli ha garantito un tenore di vita agiato, ma che ha comunque intenzione di combattere per i 3 miliardi di lire. “E’ una questione di principio, sono soldi che mio nonno ha guadagnato ed è assurdo che vadano persi così”. Il funzionario di banca ha specificato che parte della somma, quando e se finirà nelle sue tasche, sarà donata in beneficenza, ma, adirato, ha affermato che “la dimenticanza di una persona sola e anziana non può costare tre miliardi”.

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