Ernia, "Come uccidere un usignolo": il rap controcorrente
Ernia, “Come uccidere un usignolo 67”: il rap controcorrente di Matteo Professione
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Ernia, “Come uccidere un usignolo 67”: il rap controcorrente di Matteo Professione

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Notizie.it intervista Ernia, giovane rapper milanese. Dall'esperienza in Inghilterra al ritorno in Italia fino all'affermazione nella nuova scena rap del Belpaese: non è la solita trap

Come Uccidere Un Usignolo 67 è il racconto in prima persona di Matteo Professione nella vita, e di Ernia in studio e sul palco. Un nuovo disco ai tempi della nuova scena e che storce il naso a tutte le produzioni musicali giudicate di tendenza nel nuovo mondo dell’hip hop italiano. L’alternativa alla trap, il ragazzo che legge Baudelaire e Coleridge, che scrive e che produce musica portando una ventata fresca di nuovi, e profondi contenuti. Non bisogna essere per forza del “blocco”: Ernia non ha bisogno di “fare brutto”, la sua è una strategia intelligente e controcorrente. Matteo a differenza dei suoi più noti coetani ha sviluppato un’idea concreta in questo nuovo progetto musicale: un racconto che a detta del rapper potrebbe chiamarsi “Diario di un 23enne”, un filo logico tra le tracce che unisce i punti nevralgici della sua vita e del suo pensiero.

Intervista a Ernia

erniaVorrei ricostruire un puzzle.

Ci sono troppe coincidenze: sarà che siamo in Universal, sarà che anche tu hai avuto un’esperienza di vita in Inghilterra prima di questo disco, sarà che nel nuovo album c’è una traccia che si chiama “Tradimento”, a me ricordi tantissimo il primo Fabri Fibra.
Si ma in realtà no. A me piace molto il primo Fibra, ma non so se posso essere paragonato al primo Fibra. Ci sono delle cose in comune: l’essere magari a volte politicamente scorretto, dire magari quello che non è un pensiero unico, andare contro quello che tutti vogliono sentirsi dire. Il rap adesso in Italia è molto accomodante, dice quello che tutti pensano e non è scomodo. Fibra era scomodo, bello scomodo, lo è ancora.

Nel primo periodo di Fibra c’era tanta descrizione sul rapporto personale con il mondo femminile. Anche nel tu album c’è tanto sulle donne e sul sesso, ma se Fibra si concentrava su una “misoginia anomala” il tuo rapporto invece di che natura è?

In realtà misoginia sicuramente no, io sono molto gentile con le donne e il mio problema forse è proprio questo.

Sono io il problema con le donne, non sono loro…purtroppo per loro.
I social su questo rapporto hanno creato un personaggio.
L’hanno costruito prima i social di me, è uscito fuori che io non mi ero esposto così tanto! Nel momento in cui è uscito mi sono detto “ok questi hanno capito chi sono, andiamo!”.

Il personaggio quindi è accettato?
No ma sai, non c’è un personaggio sono davvero così, se costruisci un personaggio che non sei te crolli! Io sono stato me stesso.

C’è una figura femminile che ha ispirato dei brani nel nuovo album?
Le tracce “Lei no” e “Tradimento” sono quelle che di più traggono ispirazione dal mondo femminile e da eventi passati, non ce ne è una sola di donna dietro all’ispirazione di queste tracce.

erniaMolti giovani lasciano il proprio paese per fare nuove esperienze di vita all’estero, molti politici italiani puntano il dito contro la fuga dei cervelli.

Qual è il tuo consiglio ai ragazzi che vogliono intraprendere questo percorso e cosa vorresti dire a questi elementi della classe politica italiana?
Io sono andato in Inghilterra per lavorare e per studiare, in realtà volevo andare in Australia. Andare all’estero può essere dannoso per l’Italia? Be se hai studiato medicina per vent’anni e poi valuti che in Italia non trovi lavoro o realizzi che non sei retribuito in maniera sufficiente perchè non dovresti andartene? Un tradimento verso la patria? assolutamente no. Ai giovani consiglio di studiare la lingua e il posto prima di partire, lo sconosciuto è pieno di sorprese e bisogna trovare il modo di arrivare pronti e “atterrare sul materasso”. Tradire la madre patria? Di chi stiamo parlando di Salvini? (Ride ndr) Non siamo tutti qui a servire l’Italia, se uno vuole andarsene è libero di poterlo fare.

Nel “rap game” oggi per proclamarsi vincenti molti rapper patiscono il bisogno di rivendicare il “blocco, il fumo e i soldi”. Tu sei anomalo in questo e corri il rischio consapevolmente puntando tutto sui contenuti: elementi che non sono riconducibili alla trap.

Perchè nuoti controcorrente?
L’ignoranza vende di più, noi viviamo in un mondo in cui l’ignoranza è un vanto. La cultura e l’intelligenza sono èlitarie e di conseguenza non considerate come il pane quotidiano di questa società. Vige la legge del “se sei acculturato non farlo vedere” perchè poi vieni considerato come arrogante e non è così. La cultura è un vanto! Non so dirti se l’album venderà ma, se avessi fatto un disco totalmente leggero o di tendenza magari avrei venduto di più però nella testa di chi ascolta non sarebbe rimasto niente.

Per conoscere le risposte di Ernia alle domande sulla Dark Polo Gang e su J Ax e Fedez guardate l’intervista video integrale qui sotto.

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