Esercitazioni Nato: ecco una causa dei sismi in Italia, ma i media non ne parlano! - Notizie.it
Esercitazioni Nato: ecco una causa dei sismi in Italia, ma i media non ne parlano!
Roma

Esercitazioni Nato: ecco una causa dei sismi in Italia, ma i media non ne parlano!

Mentre in Italia ci preoccupiamo di chi vincerà le elezioni, del Papa dimissionario o del nuovo re di San Remo, la popolazione viene tenuta all’oscuro di ciò che avviene negli strati più nascosti del potere. Basta leggere gli atti della Capitaneria Portuale di Augusta, firmati dal capitano di vascello Raffaele Macauda, che parlano di “esercitazioni militari” a raffica.

A seguire ecco alcuni Avvisi di pericolosità diffusi dalla Capitaneria di Porto.

L’ordinanza della Capitaneria di Porto numero 105/12 rivela «VISTO il vigente Piano di Emergenza e norme per la sosta di unità militari a propulsione non convenzionale nel porto di Augusta emanato dal Comando Militare Marittimo Autonomo in Sicilia (…) RENDE NOTO che l’area centrata sul punto di coordinate geografiche lat. 37°10’42’’N – long. 015°14’44’’ E (datum WGS 84), in data 03 dicembre 2012, dalle ore 0800Z alle ore 1200Z, sarà interessata da operazioni militari». Idem nelle ordinanze 108, 109, 110, 112 e 113 del 3, 4, 5, 6 e 7 dicembre 2012.

Infine, l’ ordinanza numero 115/2012, segnala altre “esercitazioni belliche”: «che la zona di mare interessata (…) sarà interessata dall’alba al tramonto, nei giorni 19 e 20 dicembre 2012, da tiri a caldo, da parte di unità navali. Identico copione il 28 dicembre 2012 (ordinanza 116/2012). Anche l’Ordinanza numero 99, sempre del 2012, segnala «tiri a caldo di unità navali dal giorno 27 al 28 novembre 2012, dall’alba al tramonto». Mentre l’avviso di pericolosità numero 101/12, «rende noto che la zona di mare delimitata dalle seguenti coordinate geografiche (…) nel periodo dalle ore 1200Z del giorno 24 novembre 2012 alle ore 0001Z del giorno 01 dicembre 2012, sarà interessata da manovre navali con unità in immersione. La zona di mare è dichiarata PERICOLOSA». Di stesso avviso anche le ordinanze 103 e 104. Sull’avviso di pericolosità numero 10/13 si segnala “attività bellica di sommergibili a propulsione ed armamento nucleare di nazionalità USA, sovente ormeggiati nel porto siciliano, come sempre sulla faglia sismica più pericolosa d’Italia”.

La zona di mare in oggetto, Il giorno 19 febbraio 2013, “dalle ore 0500Z alle ore 2115Z, sarà interessata da manovre navali con unità in immersione … la zona di mare nel periodo sopra citato è interdetta alla navigazione marittima, all’ancoraggio, alla pesca ed a tutte le attività comunque connesse all’uso del mare».

Insomma i nostri alleati-padroni giocano e sperimentano la guerra nelle nostre acque senza interessarsi dei rischi connessi alle loro esercitazioni, anche perché sembra una coincidenza, ma forse non lo è, in data 19 Febbraio alle ore 12:06:10 il bollettino sismico dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha registrato una scossa tellurica esattamente nella medesima area di mare di magnitudo 2.1 ed ipocentro a 10 chilometri di profondità (Golfo di Augusta). Ci sono state poi altre cinque scosse, ( magnitudo da 2.2 a 2.6) tra le 2 e le 3 e 35 a profondità variabile da 2,7 a 29,4 chilometri.

In altri termini, l’ipocentro (il punto nel sottosuolo in cui il terremoto ha origine) è superficiale.

Qualche giorno prima era stato diffuso l’Avviso di pericolosità numero 07/13, al fine di «prevenire il verificarsi di possibili danni, salvaguardare la sicurezza della navigazione e consentire margini di manovra alle unità navali interessate» . Sull’Avviso si legge: «la zona di mare delimitata dai seguenti punti … Sarà interessata da tiri a caldo da parte di unità navali dal giorno 11 al 14 febbraio 2013, dall’alba al tramonto». Pertanto, quell’area marina è stata «interdetta alla navigazione marittima, all’ancoraggio, alla pesca ed a tutte le attività comunque connesse all’uso del mare».

Da tali bollettini possiamo dedurre che i terremoti che stanno interessando la zona in questione, non hanno origine da fenomeni naturali, ma sono conseguenza di pericolose esercitazioni di una guerra ambientale non dichiarata apertamente. Come sanno gli esperti del settore infatti, un sisma può essere provocato anche da esplosioni nucleari e convenzionali, scariche di onde acustiche, vibrazioni meccaniche, dispositivi ionosferici ed altro.

Eppure spesso questi signori inquinano i sismografi per nascondere le vere origini di terremoti provocati dall’uomo e non dalla natura, non ultima la scossa dello scorso 17 febbraio nella zona di Frosinone e prima di essa il terremoto che ha colpito l’Aquila.

Ecco cosa si legge ad esempio nel comunicato stampa del 22 ottobre 2012, del professore Stefano Gresta, presidente dell’INGV, pubblicato dopo la condanna a sei anni di reclusione per sette esperti della Commissione Grandi Rischi ( tra cui Bertolaso)per il devastante sisma del 6 aprile 2009, si legge: «Secondo quanto affermato dalla letteratura scientifica internazionale, allo stato attuale è impossibile prevedere in maniera deterministica un terremoto. Di conseguenza, chiedere all’INGV di indicare come, quando e dove colpirà il prossimo terremoto, non solo è inutile, ma è anche dannoso perché alimenta in modo ingiustificato le aspettative delle popolazioni interessate da una eventuale sequenza sismica in atto».

Per confutare tale teoria basta comunque dare un‘occhiata al ricorrente ipocentro superficiale, per comprenderne la genesi innaturale.

Forse non tutti sanno che all’Aquila, erano e sono in atto sperimentazioni di geoingegneria ambientale, su cui l’associazione “ Boschi e Bertolaso” aveva previsto una strage immane, in una pubblicazione intitolata” A dieci anni dal terremoto”.

Inoltre bisogna precisare che, nel caso dell’Aquila, è stata identificata con precisione la faglia che ha causato il sisma e il numero di civili che avrebbero persa la vita: peccato che gli scienziati civili che hanno l’incarico militare (ovviamente non scritto) di scremare i dati sensibili – perché basta l’analisi di un sismogramma per comprendere l’origine di un sisma – si sono ben guardati dal vuotare il sacco.

L’amara conclusione è che nessuno controlla i controllori!

Del resto come credere a Boschi , il quale sostiene che “i terremoti sono imprevedibili”, mentre si scopre che circa 23 anni fa aveva previsto con precisione millimetrica quello che colpì la Sicilia ?

Viene da chiedersi: se i terremoti non sono prevedibili, forse Boschi è stato informato delle grandi manovre militari del Patto Atlantico? Del resto il terremoto del 13 dicembre 1990 in Sicilia, che aveva come epicentro il Mar Ionio, è avvenuto stranamente proprio nell’area interessata dalla guerra non dichiarata, e già allora la Nato spadroneggiava impunemente con il tacito consenso del Governo tricolore.

A tranquillizzare l’opinione pubblica tuttavia ci pensano gli esperti mediatici che cercano di infinocchiare i cittadini attraverso l’esibizione di notizie poco attendibili riportate con sorrisi suadenti e stucchi sul volto, in aperta complicità con gli esperti infinocchiatori supremi.

Il Ecco una notizia apparsa il 18 gennaio 2013 : “ l’INGV ha segnalato anche le seguenti scosse telluriche alla medesima profondità (ipocentro) di 10 chilometri, una firma inconfondibile: “ore 3,34 nell’aquilano, magnitudo 2.4, ore 11,36, Tirreno meridionale, magnitudo 3.1”.

La risposta che è stata data per dare un nome che non faccia inalberare troppo i cittadini è che si tratta di fenomeni naturali, del resto “la Penisola italica si trova quasi esattamente tagliata tra la zolla africana e quella eurasiatica; ed in conseguenza di ciò, le spinte tra le due zolle tettoniche provocano forti tensioni, che a volte scaricano la loro energia muovendosi rapidissimamente e causando in tal modo i veloci scuotimenti del terreno”.

Se la spiegazione è plausibile, è altrettanto vero che i nostri alleati americani innescano i terremoti a piacimento, utilizzando e dirigendo l’energia elettromagnetica e nucleare su determinati punti critici della crosta terrestre, particolarmente nel Mediterraneo.

Per il terremoto de L’Aquila, è stata addirittura identificata con precisione la faglia che l’ha causato.

Ma gli scienziati civili che hanno l’incarico militare (ovviamente non scritto) di scremare i dati sensibili – perché basta l’analisi di un sismogramma per comprendere l’origine di un sisma – si sono ben guardati dal vuotare il sacco. I tecnici hanno perfino previsto numero di vittime ed entità dei danni nel Sud Italia. Chi controlla i controllori? Disarmante: nessuno. Ecco perché ci tengono tanto a realizzare comunque abusivamente e contro la volontà popolare il MUOS in Sicilia. E’ ora di sventare questa catastrofe imminente.

Ma volete sapere chi è il capo ufficio stampa dell’INGV? Si chiama Sonia Topazio, ed è un attrice erotica raccomandata da un politico.

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