Fa esplodere gabbiano: condannato a 22 mesi di carcere
Fa esplodere gabbiano: condannato a 22 mesi di carcere
Cronaca

Fa esplodere gabbiano: condannato a 22 mesi di carcere

Fa esplodere

Dopo il servizio di 'Striscia la Notizia' il pescatore sardo ha ricevuto una pena severa.

Cattura e fa esplodere un gabbiano in volo: per questo deplorevole gesto ottiene 22 mesi di carcere e 18 mesi in libertà vigilata, Danilo Fadda, il pescatore 38enne di Siniscola (Nuoro). Inoltre, l’uomo è stato condannato anche al risarcimento del danno alla parte civile, l’Ente nazionale protezione animali (Enpa) e al riconoscendo immediato di una provvisionale di 5 mila euro. Una sentenza che ha soddisfatto soprattutto i dirigenti dell’Enpa, secondo cui la sentenza “per la severità della condanna è destinata a fare da precedente insieme a quella relativa al killer dei gatti di Trescore Balneario. In entrambi i casi ha influito la particolare efferatezza del comportamento tenuto dall’uomo”.

Fa esplodere gabbiano: condannato

Se il pescatore sardo di 38 anni ha ricevuto una punizione esemplare, è solo grazie al servizio dell’inviato di Striscia La Notizia, Edoardo Stoppa, che ha raccontato l’atrocità dell’atto, consentendo alle forze dell’ordine di avviare un’indagine.

Rintracciato, a seguito di un processo è stato condannato a 22 mesi di reclusione e 18 mesi in libertà vigilata. Una scelta forte che vuole fare da monito a chi possa ripetere un gesto simile a danno degli animali.

Tramite i social, ‘Striscia la Notizia’ riuscì a trovare un video da dove si evinceva che il pescatore sardo, quasi un anno e mezzo fa, fece esplodere un gabbiano in volo, legandogli al collo un petardo. La raccapricciante scena venne ripresa con lo smartphone, durante una battuta di pesca a bordo di un peschereccio. Successivamente, questo deplorevole video venne pubblicato sui social, consentendo così a tutti di poter vedere con i propri occhi un gesto del genere.

Evidentemente, Danilo Fadda non era del tutto appagato dallo strazio inflitto al povero animale anche se, proprio grazie alla pubblicazione di questo, ha permesso di identificare l’imputato dando così inizio all’azione penale.

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