Australia, canguro aggredisce 64enne: perforato un polmone
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Australia, canguro aggredisce 64enne: perforato un polmone
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Australia, canguro aggredisce 64enne: perforato un polmone

canguro

Una donna, insieme alla sua famiglia, dà da mangiare ai canguri aiutandoli a sopportare la siccità. Uno di questi l'ha aggredita violentemente.

Stava cercando di aiutare i canguri a superare questo difficile periodo di siccità quando uno di questi marsupiali l’ha aggredita, ferendola gravemente. E’ la brutta disavventura capitata alla 64enne Linda Smith che a Darling Downs, nello stato del Queensland (Australia), ogni notte dà da mangiare a questi animali, normalmente docili.

Dà da mangiare ai canguri, aggredita

A venire aggrediti da un canguro alto 1,8 metri sono stati tre membri della famiglia, anche se a riportare le ferite più serie è stata Linda Smith. L’attacco è avvenuto sabato 13 ottobre all’interno della sua proprietà, dentro la quale ogni sera Linda e il marito Jim attirano decine di canguri e wallaby per sfamarli e dargli da bere. Da mesi infatti l’area è colpita da una grave siccità, che ha causato l’impoverimento delle fonti di cibo di questi marsupiali.

Improvvisamente, per cause ancora non del tutto chiare, un canguro maschio si è avventato contro Jim, bloccandolo a terra.

Linda, per cercare di liberarlo, è intervenuta quindi con una scopa ma il canguro le ha tolto di mano il bastone e lo ha utilizzato per attaccarla. Gravi le ferite inferte: alcune costole rotte, vari tagli in tutto il corpo e un polmone perforato. Per evitare il collasso del polmone, la 64enne ha dovuto subire un intervento chirurgico d’urgenza.

Il peggio è stato evitato grazie all’intervento del figlio 40enne, che ha colpito il canguro “in testa con una pala” per farlo allontanare. Alla fine l’animale è scappato nella boscaglia. Linda Smith sono circa 15 anni che si occupa della fauna selvatica e per questo motivo, anche se ancora ricoverata in ospedale, si è appellata affinché il marsupiale non venisse né braccato né ucciso. “Ciò che è successo è stato solo “un atto di natura”, spiega, che, seppur raramente, può capitare soprattutto nel periodo riproduttivo.

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