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Francia, continua la protesta dei gilet gialli: 2 vittime

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37enne muore dopo un incidente durante la manifestazione. I gilet gialli vogliono essere ricevuti all'Eliseo. Macron invita al dialogo e al confronto.

Francia, manifestazione gilet gialli
Francia, manifestazione gilet gialli

Continuano in Francia le proteste dei gilet gialli contro il nuovo caro carburante che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2019. Un motociclista è morto a causa delle ferite riportate dopo essere stato investito da un furgone: è la seconda vittima. Crescono i feriti, gli incidenti e i disagi.

Alcuni manifestanti chiedono di essere ricevuti da Macron, il quale invita al dialogo e al confronto.

Proteste in Francia: un’altra vittima

Continua in Francia la manifestazione dei gilet gialli contro il caro-benzina che provoca una seconda vittima. Le proteste sono iniziate sabato 17 novembre 2018 e potrebbero continuare fino a sabato 24. Il Ministro dell’Interno, Christophe Castaner, condanna la radicalizzazione e il numero troppo alto di ferito: “Manifestare è un diritto ma tragedie come questa vanno evitate”, denuncia il ministro.

E continua: “Quella dei gilet gialli è una manifestazione nata in modo casuale che poi si è radicalizzata con affermazioni non più coerenti che vanno in ogni direzione”. Lunedì 19 un 37enne è stato gravemente ferito in uno scontro a Portes-les-Valance, nella Francia del sud, e il giorno dopo è morto a causa delle ferite riportate. Si tratta della seconda vittima dopo la donna di 63 anni che è stata investita a Pont-de-Beauvoisin, in Savoia, da un auto.

Il decesso del 37enne motociclista si lega indirettamente alla manifestazione. Infatti, l’uomo si era spostato nella corsia di sinistra per tentare di superare il blocco delle auto ma, al suo passaggio, un furgone ha fatto improvvisamente inversione di marcia, investendolo in pieno.

Macron: “Serve dialogo e confronto”

Intanto il presidente Emmanuel Macron invita il popolo al dialogo e al confronto perchè, solo in questo modo, è possibile trovare una giusta soluzione.

E alcuni manifestanti chiedono un gesto da parte del governo, in particolare la possibilità di “essere ricevuti all’Eliseo dal presidente”. E’ quanto è stato detto alla tv BFM da parte di un organizzatore che presiede il blocco a Roanne, nella Loira. D’accordo con Macron sulla necessità del dialogo, l’organizzatore specifica: “Siamo tanti, di tutti gli strati della popolazione. Vogliamo essere ricevuti perchè bisogna discutere, non blocchiamo stupidamente tutto il paese senza motivo.

Il dialogo deve cominciare“. Aumentano anche i feriti, gli incidenti e i disagi a causa dell'”operazione lumaca”, ossia rallentamenti sulle autostrade e ai blocchi su tutto il territorio. Intanto fra gli organizzatori si fa insistente la voce di un possibile raduno a Parigi sabato 24.

I gilet gialli contro il caro carburante

Les gilets jaunes, così definiti perchè mentre protestano indossano i giubbetti retroriflettenti obbligatori per gli automobilisti quando si scende dall’auto lungo strade e autostrade, sono operai, pensionati, impiegati, lavoratori di ogni ordine e grado che, attraverso i social network, si sono uniti per protestare contro il nuovo caro carburante. Dall’inizio della presidenza di Macron il prezzo della benzina è aumentato già del 23%, e il nuovo caro carburante entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2019. Una scelta dell’Eliseo per combattere l’inquinamento, favorendo l’utilizzo di macchine ibride o elettriche che, però, non sono alla portata di tutti. Infatti, il ceto medio ritiene che le manovre di Macron per un’ambiente più ecologico andranno a vantaggio solo di chi si potrà permettere un’auto nuova.

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