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Famiglia uccisa durante un’escursione: fermata la guida

Le autorità della Georgia accusano un ragazzo georgiano per la strage di una famiglia americana che lo aveva ingaggiato come guida.

Famiglia uccisa durante un'escursione: fermata la guida
©buzzjew

Uccisi per un rimprovero. Le autorità della Georgia accusano il 19 enne Malkhaz Kobauri di aver ucciso la famiglia del turista americano Ryan Smith. Secondo la ricostruzione degli agenti, il ragazzo, che di mestiere fa il pastore, offrendosi anche come guida turistica per le escursioni, avrebbe ucciso la famiglia dell’americano per vendetta.

A scatenare la furia di Kobauri sarebbe stato un rimprovero dello stesso Smith per aver utilizzato il fucile davanti al figlio di 4 anni.

Omicidio e stupro

Kobauri non si sarebbe limitato al semplice omicidio. Secondo gli inquirenti, il 19 enne, sbarazzatosi del bambino e del suo datore di lavoro, si sarebbe accanito sulla moglie. All’inizio delle indagini, gli investigatori – riporta Fanpage – avevano supposto che la donna fosse riuscita sfuggire all’assassino della sua famiglia, cadendo accidentalmente da un dirupo.

Così non sarebbe andata. I rapporti stilati in corso di indagine avrebbero rivelato una dinamica ancora più terribile: il 19 enne avrebbe minacciato la donna con le armi, violentandola, per poi costringerla a gettarsi dal dirupo.

Furia omicida

Un rimprovero. La motivazione che gli inquirenti ritengono all’origine della furia omicida del 19 enne georgiano sarebbe un rimprovero. Nel corso dell’escursione per cui era stato ingaggiato dagli americani, Malkhaz Kobauri non ha esitato a sparare col suo fucile.

A quel punto i coniugi Smith si sarebbero posti delle domande sulla persona a cui hanno affidato la loro gita: un 19 enne dal grilletto facile, avranno pensato. Una preoccupazione ancora più grande, in merito alle potenziali reazioni del loro piccolo di 4 anni, Caleb.

Ryan Smith non ha esitato a rimproverare la guida di non utilizzare il fucile. Un affronto che – secondo gli investigatori – il giovane non ha gradito e per questo avrebbe sparato al suo datore di lavoro prima alla schiena e poi in faccia.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il 19 enne si è poi sbarazzato del bambino, per poi violentare la madre, come risarcimento per l’affronto subito, concludendo la strage costringendo la donna a gettarsi da un dirupo.

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