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Riaperto il confine Messico-USA a Tijuana

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Era stato chiuso dopo che 500 migranti tentarono di scavalcarlo. Tra USA e Messico ancora in discussione l'accordo sulle richieste di asilo politico.

Il confine tra Messico e USA è stato riaperto.

Era stato chiuso nel pomeriggio di domenica dopo che centinaia di migranti avevano tentato di scavalcarlo. Contro di loro si erano scagliati la polizia messicana e statunitense. Prima della chiusura ci furono manifestazioni in sostegno dei migranti. Trump parla di un accordo con il Messico al fine di individuare chi ha diritto all’asilo politico, ma il governo messicano precisa che è ancora tutto in discussione.

Confine Messico-USA riaperto

Il confine tra Stati Uniti e Messico a Tijuana è stato riaperto.

E’ il principale passo di frontiera dove l’attraversamento di San Ysidro divide la città messicana di Tijuana da quella statunitense di San Diego. Era stato chiuso nel pomeriggio di domenica 25 novembre dopo che circa 500 migranti, che facevano parte della carovana proveniente dall’Honduras, avevano superato il blocco della polizia messicana e tentato di entrare negli USA. La polizia messicana aveva lanciato gas e lacrimogeni contro i migranti e il ministro dell’Interno ha avvertito che espellerà immediatamente «le persone che hanno partecipato a questi fatti violenti», per cui sono stati arrestati 24 honduregni e 15 messicani.

I migranti centro-americani stavano partecipando a una manifestazione pacifica vicino alla frontiera di Tijuana quando decisero di dirigersi verso una barriera metallica e forzarla. Contro di loro si sono subito scagliati la polizia messicana e l’esercito statunitense, il quale – con alcuni elicotteri – ha sorvolato per un breve periodo lo spazio aereo messicano. “Il Messaggero” ha riportato che alcuni testimoni ricordano la polizia USA schierata in assetto antisommossa, con pannelli di acciaio innalzati per fermare eventuali tentativi di forzare il confine.

A quel punto, i migranti hanno fatto dietrofront per proseguire verso una seconda barriera, sormontata da filo spinato. Lì, ad attenderli, c’erano agenti di frontiera mobilitati per bloccare la strada.

Accordo Messico-USA per l’asilo politico

La carovana era partita dall’Honduras il 12 ottobre e, passando per El Salvador e Guatemala, era cresciuta arrivando a 7mila individui. Molti hanno poi abbandonato il viaggio verso gli Stati Uniti, accettando l’asilo offerto loro dal Messico.

Prima della chiusura del confine, da ambedue le parti (Messico e Stati Uniti) si erano tenute manifestazioni in sostegno dei migranti: «Non sono trattati giustamente – sosteneva una manifestante – Hanno diritto di essere ascoltati e di chiedere asilo di persona, come si è fatto sempre per tutti». Negli Stati Uniti, infatti, la legge per richiedere asilo politico è cambiata. Fino al 1969 chiunque poteva fare richiesta, anche se già negli USA, mentre adesso solo chi chiederà asilo agli ingressi di frontiera sarà preso in esame. Il presidente Donald Trump aveva precisato di aver trovato un accordo con il Messico, il quale si sarebbe impegnato a tenere i migranti honduregni accampati nel proprio territorio mentre le autorità di confine USA studiavano caso per caso, per poi decidere chi meritava di ottenere l’asilo e chi era da rifiutare. Il governo messicano, però, ha risposto che non c’è ancora nessun accordo del genere e che si sta ancora discutendo.