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Borneo, la scimmia Pony usata come prostituta dai contadini

scimmia pony

Macabra scoperta quella avvenuta sull'isola del Borneo: una piccola scimmia, di nome Pony, veniva utilizzata come prostituta in un bordello.

La storia di Pony, una piccola orango del Borneo, isola tra la Malesia e l’Indonesia, è sicuramente una delle più macabre e raccapriccianti: la scimmia è stata utilizzata per anni come prostituta in un bordello nel centro dell’isola.

I responsabili della casa chiusa la rasavano quotidianamente per poi ricoprirla di profumo e di trucco.

La responsabile del Borneo Oranutan Survival Foundation, Michelle Desilets, è stata fondamentale nel blitz che ha permesso alle forze dell’ordine di portare in salvo Pony. La donna racconta che “Molti uomini preferivano fare sesso con lei, piuttosto che con una donna”. Sdraiata su un letto sporco con la faccia impiastricciata di trucco, Pony aspettava il suo cliente mentre i lavoratori dell’isola entravano nel bordello e pagavano il corrispettivo di un paio di euro per fare sesso con “la prostituta”.

La storia di Pony è tragica: la madre le è stata sottratta nei primi mesi d’età. Poi, come se non bastasse, gran parte della sua educazione, impartitagli dai responsabili del bordello, è stata fondata sull’insegnamento del lavoro più vecchio del mondo.

Il salvataggio

Grazie all’intervento di alcuni animalisti del posto, la piccola Pony è stata salvata. Il salvataggio è avvenuto nel 2003, quando 35 soldati, armati di grossi fucili, hanno invaso il bordello e portato in un centro veterinario l’orango.

Ci sono voluti più di dieci anni per permettere a Pony di riprendersi dalle violenze subite dagli agricoltori nei campi dell’isola.

Lone Droscher-Nielson, uno dei soldati che ha partecipato alla missione, ha dichiarato al Sun: “Nella mia completa ingenuità non avevo mai pensato che fosse possibile fare una cosa simile a un animale”.

Michelle Desilets sottolinea che “Ci risulta che i lavoratori venissero in particolare per lei. Potevano comunque fare sesso con una donna, ma per molti era una novità farlo con un orango” continua la donna “Non volevano rilasciarla.

Veniva usata come schiava del sesso. Probabilmente aveva circa sei o sette anni quando l’abbiamo salvata, ma per lungo tempo è stata tenuta prigioniera“.