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Caso Giulio Regeni, la Procura indagherà agenti 007 egiziani

Giulio Regeni indagati

La Procura di Roma ha annunciato che presto saranno iscritti nell'apposito registro i primi indagati per l'omicidio di Giulio Regeni.

Svolta nelle indagini sulla morte di Giulio Regeni, il giovane ricercatore italiano ucciso al Cairo in circostanze ancora misteriose.

La Procura di Roma ha annunciato che procederà all’iscrizione nel registro degli indagati dei primi sospettati per sequestro e omicidio del 28enne. Gli stessi indagati sono considerati responsabili anche del depistaggio messo in atto per impedire agli inquirenti di ricostruire quanto accaduto tra il 25 gennaio e il 4 febbraio 2016. Si tratta, in tutto, di nove persone individuate dagli investigatori di Ros e Sco e appartenenti alla polizia egiziana e al servizio segreto civile.

Caso Regeni, le indagini

Nella capitale si è svolto un incontro tra gli inquirenti italiani e quelli egiziani per effettuare il passaggio delle informative sul lavoro svolto fino a questo momento. Si tratta di un procedimento puramente formale ma, assicurano gli investigatori, le squadre dei due Paesi continueranno a lavorare insieme. “La delegazione italiana ha presentato gli esiti degli approfondimenti investigativi svolti sulle attività condotte da Regeni nell’ambito del dottorato di ricerca”, si legge in una nota congiunta diffusa al termine dell’incontro.

Entrambe le squadre “hanno riaffermato la determinazione a proseguire le indagini e incontrarsi nuovamente nel quadro della cooperazione giudiziaria, sino a quando non si arriverà a risultati definitivi nell’individuazione dei colpevoli dell’omicidio di Regeni”.

Il video di sorveglianza

La nota spiega inoltre che “la squadra investigativa egiziana ha invece presentato gli esiti degli accertamenti tecnici condotti sulle registrazioni video delle telecamere del circuito di videosorveglianza della metropolitana del Cairo in data 25 gennaio 2016, e in particolare ha riferito in ordine alle ragioni delle mancate registrazioni rilevate quella sera”.

I tecnici non sono però riusciti a recuperare i frammenti di video oscurati. Le squadre investigative egiziane ritengono che la causa dei “buchi” nel girato sia da ricercare in una sovrascrizione del filmato. I video analizzati dalla polizia corrispondono al 5% del totale delle immagini registrate il 25 gennaio, dal momento che il restante 95% non è utilizzabile.