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Catechista abusa di un bambino di 3 anni in chiesa

Catechista abusa di bimbo in chiesa

Jacop Robert Lee Hazlett, catechista nel Sud Carolina, è stato arrestato per aver abusato di un bambino di 3 anni nel bagno della chiesa.

Una terribile scoperta ha scosso la comunità della New Spring Church di North Charleston, nella Carolina del Sud.

Il catechista 28enne Jacop Robert Lee Hazlett è stato sorpreso mentre abusa sessualmente di un bambino di 3 anni a lui affidato. La scena è stata ripresa dalle telecamere di sorveglianza di una chiesa dove Hazlett prestava servizio. All’uomo erano stati affidati bambini di età compresa tra i 3 e i 5 anni. Tutti, all’interno della comunità, si fidavano di lui e non nutrivano alcun sospetto, dato il suo comportamento sempre apparentemente irreprensibile.

Catechista arrestato per abusi

L’accusa sostiene che il catechista abbia portato il bimbo nel bagno della chiesa, dove lo ha denudato per poi praticargli un rapporto orale. Il 28enne non sapeva, però, che all’entrata del bagno era posizionata una telecamera di sicurezza. Le immagini dell’accaduto sono state visionate dai funzionari della chiesa, che hanno immediatamente contattato la polizia. Un portavoce della New Spring Church ha precisato che le telecamere non si trovavano all’interno del bagno ma al suo ingresso, per questione di privacy.

Lo stesso portavoce si è poi scusato a nome della comunità per l’accaduto.

Hazlett è stato denunciato e arrestato dagli agenti della polizia locale. È stato formalmente accusato di violenza sessuale su minore e rischia una condanna da un minimo di 25 anni di carcere all’ergastolo. Secondo quanto previsto dalla legge del Sud Carolina, non ha diritto ad alcuna libertà condizionale o sconto di pena. Secondo quanto riportato da The Post and Courier, Hazlett avrebbe ottenuto l’incarico di catechista presso la chiesa di North Charleston dopo che il suo predecessore, Caleb Lide Jordan, è stato allontanato e accusato di aver avuto rapporti sessuali con un minore.

Nel caso di Jordan, la chiesa fece sapere tramite una portavoce di non essere in alcun modo coinvolta nella vicenda.