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Indonesia, nuova allerta tsunami per l’eruzione del vulcano Krakatau

Nuova allerta tsunami in Indonesia, secondo gli esperti a causa dell'attività del vulcano Krakatau nelle prossime ore ci potrebbe essere un nuovo tsunami.

Dopo lo tsunami che la scorsa settimana aveva causato la morte di più di 400 persone adesso sono nuovi attimi di paura per la popolazione indonesiana. L’agenzia indonesiana per la gestione e il monitoraggio delle catastrofi ha alzato il livello di allerta per un possibile nuovo tsunami da 2 a 3. Sembra infatti che il vulcano Krakatau sia ancora attivo. “Dopo i 400 morti di pochi giorni fa rischiamo una crisi sanitaria”, questo l’allarme diramato nel pomeriggio di giovedì 27 dicembre. Questa dichiarazione ha fatto nuovamente crescere la paura in una popolazione che ha già dato tanto. Durante lo tsunami causato dall’eruzione del vulcano Krakatau nella notte tra il 22 ed il 23 dicembre 2018 aveva causato oltre 400 morti.

Non diminuisce l’allerta


Sono stati nuovamente chiusi gli aeroporti che collegano le isole della zona con la capitale Giacarta.

Questa prevenzione infatti non interesserà lo scalo della capitale Indonesiana che fortunatamente si trova a molti chilometri di distanza dal luogo. La protezione civile ha inoltre precisato che il raggio massimo consentito di permanenza dalla riva è dai 500 metri al chilometro. Gli esperti comunque consigliano di stare ad almeno 5 km dal mare per prevenire qualsiasi tipo di minaccia.

C’è il rischio di nuove eruzioni, le persone che si trovano nei pressi del vulcano potrebbero essere investite da rocce, materiale piroclasto e da ceneri. C’è inoltre il fondato pericolo che nuove esplosioni del vulcano possano causare frane che riversandosi in mare potrebbero causare nuovi maremoti. L’allerta deve essere massima e si richiede alla cittadinanza di seguire le indicazioni degli esperti della protezione civile.

Krakatau una minaccia perenne

Il vulcano conosciuto con il nome Krakatau è uno dei vulcani più famosi al mondo per la sua pericolosità.

Nel 1883 infatti provocò uno dei peggiori eventi causati da un eruzione vulcanica della storia umana. La sua eruzione esplosiva infatti scatenò una potenza di circa 200 megatoni, espellendo circa 21 chilometri cubi di materiale roccioso. L’evento è ricordato per aver dato vita a quello che viene tutt’ora considerato il più forte suono della storia dell’umanità. Stando a ciò che riportano i testimoni di allora infatti il boato in seguito all’esplosione fu talmente forte che venne percepito distintamente anche in Australia.

Il disastro che seguì l’eruzione fu di incredibile portata. Stando ai documenti dell’epoca infatti un tremendo maremoto con onde alte fino a 40 metri si abbatté su tutte le isole vicine causando la morte di più di 36000 persone.

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