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Ghana, pastore calpesta l’immagine di Gesù: “Non era bianco”

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Nel video che ha infiammato il web il pastore calpesta l'immagine del Messia: "Gesù non era bianco. Solo un segno di schiavitù mentale".

ghana gesù nero

Sull’altare davanti ai suoi fedeli ha letteralmente calpestato l’immagine di Gesù. Proprio durante le festività natalizie il video del pastore ghanese ha infiammato il web: “Sono qui per dirvi che questa immagine non è quella del figlio di Dio – così il predicatore ha spiegato il suo gesto -. Cammino su di lui per dirvi che non è la sua immagine. È solo schiavitù mentale”. Nessuna prova, secondo il pastore della chiesa di una cittadina del Ghana, nell’Africa Occidentale, che il reale volto del Cristo corrisponda all’idea che si è tramanda nei secoli di dominio iconografico e culturale dell’Ovest del mondo. Il bersaglio della sua predica proprio i volti – di attori americani e inglesi – che negli anni si sono fatti interpreti della figura del Salvatore e hanno contribuito a rafforzare nella mente dei fedeli quell’immagine – realisticamente poco credibile – di un Messia dai lunghi capelli biondi e occhi turchini.

Eppure, a detta del pastore, neppure la foto di un Gesù nero sarebbe appropriata.

“Un segno di schiavitù mentale”

Il suo gesto e le sue parole sono state riprese da un video che ha fatto il giro del web. Nel filmato il pastore getta in terra la canonica immagine di Gesù e la calpesta. “Ho visto la foto di un prete nero baciare l’immagine di un Cristo bianco – ha proseguito -. Questo è un segno di schiavitù mentale”. Le false rappresentazioni del figlio di Dio altro non sono che il segno del colonialismo dell’occidente sull’Africa, altro non sono che un segno di secoli di assoggettamento poggiato su basi razziali. “Non è scritto da nessuna parte che ci fosse un’immagine di Gesù Cristo. Chi vi ha detto che Gesù era bianco? Perché non abbiamo anche delle foto per suggerire che è nero?”.

Così chiude la sua predica il pastore, con un monito che non può che continuare a risuonare nelle menti dei suoi ascoltatori come la riaffermazione di un diritto elementare: “Emancipatevi dalla schiavitù mentale“. Così del resto cantava anche il più celebre cantante giamaicano della storia.


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