Sopravvissuto a Torri Gemelle, muore nell'attacco a Nairobi
Sopravvissuto a Torri Gemelle, muore nell’attacco a Nairobi
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Sopravvissuto a Torri Gemelle, muore nell’attacco a Nairobi

Nairobi
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Sopravvissuto all'attacco alle Torri Gemelle, Jason Spindler è tra le vittime dell'assalto rivendicato dagli estremisti somali ad un hotel di Nairobi

Era sopravvissuto all’attentato alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001, ma questa volta per Jason Spindler non c’è stato scampo. Americano del Texas, 41 anni, è tra le vittime del bagno di sangue che ha portato alla morte di 14 persone e 5 terroristi. Le vittime sono state uccise durante l’assalto rivendicato dagli estremisti somali Al-Shabaab e durato diverse ore ad un hotel di lusso di Nairobi, in Kenya. “Era un combattente. Sono sicuro che gli ha fatto vedere l’inferno”, ha scritto il fratello su Facebook. Spindler lavorava nel complesso ed era seduto in un caffè. “Stava cercando di apportare cambiamenti positivi nel terzo mondo nei mercati emergenti”, ha spiegato ancora il fratello.

La morte di Jason

Tra il caos generale, il terrore e l’incontenibile spavento, strani giochi del destino hanno voluto che tra le vittime ci fosse anche Jason, che già aveva visto la morte in faccia in quel drammatico 11 settembre.

L’annientamento del commando è stato annunciato in tv dal presidente Uhuru Kenyatta, riferendo che sono 14 le “vite innocenti” morte nell’attacco in Kenya.

Preso di mira il complesso che ospita l’hotel Dusit, ristoranti, uffici e banche. I feriti ricoverati sono almeno 30 e ci sarebbero 50 persone ancora date per disperse. Kenyatta, nell’annunciare che “tutti i terroristi sono stati eliminati”, non ha precisato quanti fossero i jihadisti che fino all’alba sono rimasti asserragliati all’ultimo dei sette piani dell’hotel. Tuttavia, a poche ore dall’accaduto, il capo della polizia aveva parlato di cinque terroristi in azione. Le persone evacuate dal complesso sono state più di 700, ha reso noto il presidente. Almeno un terrorista aveva in testa una fascia rossa con la scritta “Rispondiamo al tuo appello, Gerusalemme”. Ciò confermerebbe quelle analisi secondo cui l’attacco sia stato anche un messaggio di sostegno ai palestinesi

E proprio l’immagine di un uomo riverso sul tavolo di un bar, rilanciata da grandi media come New York Time e la tedesca Bild, ha suscitato critiche di sciacallaggio sui social keniani. Presente all’assalto anche un istruttore di tecniche di autodifesa, prodigatosi anche in questa occasione. L’uomo si era già distinto per aver salvato persone in un simile attacco da parte degli al-Shabaab.

Nel dolore e nella disperazione, non mancano tuttavia storie positive e di speranza. Sopravvissuta al Westgate Mall nel 2013 quando era incinta si è salvata anche stavolta una parrucchiera di 28 anni. Morto un noto tifoso proprio nel giorno del suo compleanno. La Federcalcio keniana l ha commemorato e ha dedicato un minuto di silenzio in campo. C’è poi la storia di un cameriere che, subito prima dell’attacco, pare abbia ricevuto la domanda di un terrorista: “Perché uccidete i nostri fratelli in Somalia?”. Fortunatamente, i terroristi lo hanno risparmiato dalla strage.

L’assalto all’hotel di lusso di Nairobi

L’obiettivo dell’attacco di martedì 15 gennaio da parte dei miliziani islamisti di al-Shabaab all’hotel Dusit era una conferenza alla quale avrebbero dovuto partecipare dei cittadini statunitensi. Lo hanno riferito le autorità kenyote. L’attacco è iniziato intorno alle 15 ora locale (le 13 in Italia) con un attentatore suicida che si è fatto esplodere nel foyer dell’albergo e con l’assalto a una banca che si trova all’interno del complesso, che ospita anche negozi e ristoranti.

L’ufficiale dell’anti terrorismo Mawira Mungania ha riferito che il luogo nel quale avrebbe dovuto svolgersi la conferenza era stato cambiato all’ultimo minuto. Le autorità kenyote nella mattinata seguente ha fatto sapere che “tutti gli edifici e la zona circostante” sono stati messi in sicurezza, dopo che gli assalitori si erano asserragliati per ore nell’edificio, in un drammatico confronto con la polizia. In mattinata uditi ancora altri colpi di arma da fuoco.


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Asia Angaroni
Asia Angaroni 1040 Articoli
Leva 1996, varesotta di nascita milanese di adozione. Dall’amore per la stampa e la verità alla laurea in Comunicazione. Amante della letteratura e dell’arte, alla ricerca costante di sapienza e cultura. Appassionata di cronaca sportiva e di inchieste, desiderosa di fare della parola il proprio futuro.