Spagna, il bimbo caduto nel pozzo "può essere ancora vivo"
Spagna, il bimbo caduto nel pozzo “può essere ancora vivo”
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Spagna, il bimbo caduto nel pozzo “può essere ancora vivo”

Bimbo caduto nel pozzo
Bimbo caduto nel pozzo

Continuano le operazioni di soccorso per salvare il bambino caduto nel pozzo a Malaga. Secondo i soccorritori, Julen può essere ancora vivo.

Per salvare il piccolo Julen, caduto in un pozzo in Spagna, i soccorritori stanno utilizzando i macchinari più moderni e potenti sul mercato. Immensi escavatori e camion vengono usati per spostare migliaia di metri cubi di terra. Un’opera di ingegneria civile che normalmente richiederebbe mesi, ridotta a pochi giorni grazie a un dispiegamento di forze senza precedenti in Spagna e probabilmente nel mondo.

“Julien può essere vivo”

Nella Sierra de Totalán sono 300 le persone che lavorano a turni per raggiungere il piccolo Julen il più presto possibile. La sua famiglia lo ha visto cadere domenica attraverso un pozzo di 25 centimetri di diametro e 107 metri di profondità. Da allora, non ci sono notizie del bambino, che è intrappolato a un’altezza indeterminata. I soccorritori non si lasciano scoraggiare dalle difficoltà, nella speranza che il bimbo sia ancora vivo. “Lavoriamo con molta delicatezza perché Julen può essere vivo“, ha dichiarato uno dei responsabili delle operazioni di salvataggio.

“Se laggiù si creano le giuste condizioni di aria e acqua, un essere umano può resistere 10 o 12 giorni. Forse anche di più”.

Nella giornata di mercoledì 15 gennaio, dopo 36 ore di manovre, i soccorritori sono riusciti a estrarre dal pozzo il tubo di aspirazione, lungo 90 metri, che si era rotto e si era bloccato all’interno. Dopo la rimozione, è stata intrapresa una manovra (che ha richiesto 15 ore) per evitare nuove frane e mettere in sicurezza la zona. Il manicotto metallico installato pesa oltre 2000 chili e non può appoggiarsi sulla sabbia che circonda l’apertura. Dunque i soccorritori hanno dovuto preparare il terreno adeguatamente.

Il piano di salvataggio

Le macchine lavorano su due fronti. Una realizza la spianata per il tunnel laterale, l’altra si occupa dello scavo di un cratere profondo 30 metri da cui verrà costruito un pozzo parallelo che scenderà fino a 71 metri di profondità. Per guidare gli ingegneri in questi lavori, è stata utilizzata una tecnologia messa a punto dall’azienda svedese SPT, che ha permesso di geolocalizzare i 33 minatori salvati in Cile nel 2010. Una volta scavato il tunnel verticale, entreranno in gioco i minatori delle Asturie, che scaveranno a mano la galleria che collega i due pozzi. Il tutto con precisione millimetrica, perché l’ipotesi iniziale non è mai stata esclusa: Julen potrebbe essere ancora vivo.


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Lisa Pendezza
Lisa Pendezza 1493 Articoli
Lisa Pendezza, nata nel 1994 a Milano. Laureata in Lettere con la passione per i viaggi, il benessere e la lettura, spera di riuscire a girare il mondo con una macchina fotografica in una mano e un romanzo nell'altra. Amante dei libri, si limita per ora a leggerne molti, con il sogno nel cassetto di scriverne uno.