Bimbo caduto nel pozzo, rallentamenti: trivella bloccata da un roccia
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Bimbo caduto nel pozzo, rallentamenti: si riduco le speranze di trovarlo vivo
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Bimbo caduto nel pozzo, rallentamenti: si riduco le speranze di trovarlo vivo

bimbo nel pozzo

I soccorritori sono ancora al lavoro per estrarre dal pozzo il piccolo Julen Rosello. Una estesa vena rocciosa rallenta i lavori di trivellazione.

Difficilmente i soccorritori riusciranno a raggiungere entro la giornata di lunedì 21 gennaio 2019 il piccolo Julen Rosello, il bambino di due anni e mezzo precipitato nel primo pomeriggio di domenica 13 gennaio 2019 in un pozzo di prospezione largo 25 centimetri e profondo 110 metri. Il drammatico incidente è avvenuto in un terreno di proprietà di un familiare a Sierra di Totalan, vicino Malaga. Le trivelle che stanno scavando un tunnel parallelo sono bloccate infatti da una formazione rocciosa d’ardesia che rallenta di molto i lavori.

Bloccati da una vena rocciosa

Le squadre presenti sul posto spiegano che probabilmente i soccorritori non riusciranno a raggiungere il punto in cui dovrebbe trovarsi Julen prima di martedì 22 gennaio 2019. La vena rocciosa che aveva rallentato i lavori già nella giornata di venerdì 18 gennaio 2019 è infatti più grande di quanto i geologi avessero in un primo tempo immaginato.

La trivellazione del tunnel parallelo al pozzo in cui è caduto Julen Rosello prosegue quindi a rallentatore.

Stando alle ultime informazioni riportate dai media locali come diariosur.es, i soccorritori continueranno a scavare fino ad una profondità di 72 metri ma a lunedì 21 gennaio sarebbero arrivati solo ad una cinquantina di metri.

Il tunnel orizzontale

Una volta giunti nel punto prestabilito, nella galleria verrà calata una capsula metallica che permetterà di aprire un tunnel orizzontale fino al pozzo, dove presumibilmente si trova Julen. Purtroppo però del piccolo non si hanno segni di vita. Gli speleologi hanno assicurato che “la conformazione delle rocce sotterranee fa sì che l’aria circoli anche in profondità, quindi il bimbo potrebbe respirare senza problemi”. Sono passati però già 8 giorni dal giorno della drammatica caduta.


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