India, ragazza 21enne stuprata da un branco di 10 uomini
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India, ragazza 21enne stuprata da un branco di 10 uomini
Esteri

India, ragazza 21enne stuprata da un branco di 10 uomini

Ancora vittime di stupro in India: una ragazza di soli 21 anni è stata violentata da un branco di 10 uomini: è caccia all'uomo

Stuprata da un branco di 10 uomini. Questo il terribile destino affrontato da una ragazza di soli 21 anni originaria del Punjab, in India. Un destino condiviso con migliaia di donne che ogni anno vengono violentate e uccise nell’ex colonia britannica. In un vero e proprio dramma nazionale al quale le autorità non riescono a porre un freno. A diffondere la notizia il quotidiano Hindustan Times, che riporta le dichiarazioni del commissario di Polizia Tarun Rattan.

Il sequestro della ragazza

Secondo il quale la ragazza, nella nottata di sabato nove febbraio 2019, si sarebbe trovata a bordo di una vettura in compagnia di un amico. Ad un certo punto i due sarebbero stati affiancati da tre motociclisti, che armati di bastoni e sassi li hanno costretti a fermare la macchina. Una volta fermi, gli aggressori hanno trascinato le due vittime presso un canale nelle vicinanze, dove, raggiunti da altri uomini, hanno perpetrato la violenza.

Che si è protratta per tutta la notte, fino all’indomani mattina.

Fortunatamente il branco non ha ucciso la vittima. Una circostanza purtroppo sempre più comune in India, dove per non affrontare le dure condanne per stupro gli aggressori tendono sempre più spesso ad uccidere le proprie vittime. Ed evitare così che possano testimoniare o riconoscere i propri violentatori.

La polizia ha ora lanciato una caccia all’uomo nel tentativo di riuscire ad individuare i responsabili dello stupro e assicurarli alla giustizia.

Secondo stupro in poche ore

Una violenza che giunge poco dopo la diffusione della notizia di un ennesimo caso di stupro, avvenuto nella città di Delhi. In questo caso la vittima sarebbe una bambina, ma il violentatore sarebbe già nelle mani degli investigatori. Swati Maliwal, responsabile della Commissione per la Protezione delle donne della capitale indiana, dopo aver fatto visita alla bambina in ospedale, ha scritto un tweet molto amareggiato. Nel quale si vede costretto a constatare come “Delhi è diventata la capitale degli stupri”.

E conclude con un commento tristemente fatalista, termometro della disillusione con la quale le autorità affrontano il problema degli stupri nel paese: “Dio ci salvi tutti”.

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