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Omicidio Alesha, il padre guardava un film porno quando è stata rapita

Durante il processo per la morte della bambina, il padre ha raccontato che la sera della scomparsa stava guardando un porno con la compagna.

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Continua, in Scozia, il processo per l’omicidio della piccola Alesha MacPhail, rapita, violentata e uccisa a soli sei anni. Secondo quanto si legge su Fanpage, durante il processo il ragazzo di 16 anni ritenuto responsabile del delitto si è dichiarato innocente e ha accusato la fidanzata del padre della bambina.

Anche il genitore, Robert MacPhail, è stato chiamato alla sbarra durante l’udienza. I magistrati gli hanno chiesto di ricostruire quanto accaduto in quella tragica notte del 2 luglio 2018, quando la figlia è scomparsa dalla sua casa di Rothesay. L’uomo ha dichiarato che Alesha era andata a letto intorno alle ore 23. Dopo essersi assicurato che la bambina stesse dormendo, il padre è tornato nella sua stanza e ha cominciato a guardare un film porno insieme alla compagna.

La scomparsa di Alesha

Robert si è accorto della scomparsa della bambina solo al risveglio. È andato nella stanza di Alesha per svegliarla, ma non l’ha trovata. Inizialmente ha pensato a uno scherzo, credeva che la figlia si stesse nascondendo negli armadi o dietro le tende. Ma di lei non c’era traccia in tutto l’appartamento. Davanti ai giudici, il padre ha giurato di non avere idea di come la bambina possa essere uscita di casa in piena notte o di come qualcuno possa essersi introdotto nella sua camera senza che lui o la fidanzata se ne siano accorti.

Il processo

Il corpo di Alesha è stato ritrovato poche ore dopo la scomparsa, nella camera di un hotel abbandonato sull’isola scozzese di Bute. La polizia ha subito seguito la pista che ha condotto a un 16enne, contro il quale gli inquirenti hanno raccolto diverse prove giudicate schiaccianti. Secondo l’accusa, l’adolescente l’ha rapita e portata nell’albergo, le ha strappato i vestiti con un coltello e ha abusato di lei.

Terminata la violenza, l’ha soffocata tappandole naso e bocca a mani nude. Ma davanti all’Alta Corte di Glasgow il ragazzo ha dichiarato: “È stata Toni Louise McLachlan“.

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