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Uk, Madre e figlia disabili torturate dai vicini

Due donne affette da problemi psichici sono state torturate e ridotte in schiavitù dai vicini di casa. Colpevoli condannati a 14 anni di reclusione.

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Una donna di 45 anni e la figlia 27enne, attirate con l’inganno, si sono offerte di dare una mano a una vicina di casa nelle faccende domestiche. Sono state però brutalmente picchiate, riportando anche gravi lesioni. La loro vita si è trasformata in una forma di schiavitù.

Erano costrette a mangiare carne cruda e scarti alimentari recuperati dai cassonetti. Per i vicini di casa è arrivata la condanna a 14 anni di reclusione. La loro storia ha sconvolto il Regno Unito.

Maltrattate e usate come schiave

Kate Dagley e la figlia Karen Jenkins hanno vissuto una brutta avventura. Entrambe affette da problemi mentali, sono state attirate con l’inganno da una coppia di vicini di casa con la scusa di aiutare una donna con disturbi fisici, costretta su una sedia a rotelle.

Le due quindi hanno accettato, ma si sono ritrovate nel bel mezzo di un incubo. Per tre settimane sono state costrette a vivere in due appartamenti separati, a circa 10 chilometri di distanza, per poi essere picchiate selvaggiamente con una mazza da baseball. I vicini le costringevano poi a cibarsi con gli avanzi, recuperati dall’immondizia. A porre fine a questa barbarie è stata la Polizia, che ha liberato le due donne dopo le segnalazioni di un vicino.

Quest’ultimo si sarebbe insospettito dopo aver udito delle grida di aiuto.

Il racconto delle vittime

Kate e Karen hanno deciso di rendere nota la loro storia, raccontandola alla tv inglese e mostrando le foto delle lesioni riportate. “Le tre settimane in cui siamo rimaste separate sono state le peggiori della nostra vita – ha raccontato la madre -. Ho davvero creduto che sarei morta“. Secondo quanto emerso dalle indagini, in un’occasione i vicini avrebbero “medicato” alla donna una profonda ferita alla testa utilizzando della colla.

“Un giorno la moglie era particolarmente arrabbiata e ha ordinato al marito di picchiarmi. Ho urlato dal dolore mentre colpiva la mia schiena più e più volte. Col tempo ho avuto
paura che nessuno sarebbe venuto a salvarci“. La 27enne, invece, non riesce più a camminare in autonomia, e necessita l’ausilio del bastone: “Non ricordo quante percosse ho ricevuto, ma sono stata costantemente presa a pugni e calci“.

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