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USA, Congresso approva legge anti shutdown

Approvata dal Congresso statunitense una legge, già passata in Senato, che permetterà di evitare un nuovo shutdown.

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Il Congresso statunitense, nella giornata di giovedì 14 febbraio 2019, ha dato la propria approvazione ad un disegno di legge finalizzato ad impedire un nuovo shutdown del governo federale. Una legge che ha già ricevuto l’approvazione del senato, con la quale si fornisce il budget necessario al funzionamento di molte agenzie federali che resterebbero, in caso di un mancato accordo tra congresso e presidenza sulla legge di bilancio, prive di finanziamento.

Un provvedimento legislativo sul quale Trump promette ora di apporre la propria firma. In un annuncio al quale però ne fa subito seguito un secondo, che rischia di rivelarsi potenzialmente esplosivo: l’inquilino della Casa Bianca avrebbe infatti deciso di dichiarare lo stato di emergenza nazionale lungo il confine sud del paese. Una mossa che gli permetterebbe di aggirare i vincoli posti dal Congresso, e trovare così il modo di finanziare il muro con il Messico, cavallo di battaglia di questa amministrazione.

Il decreto anti-shutdown

La notizia della decisione della Casa Bianca di firmare il disegno di legge approvato giovedì dalla camera bassa del parlamento statunitense è stata annunciata dal leder della maggioranza repubblicana al Senato Micth McConnel. Un annuncio che pone quindi fine ai giorni di incertezza, durante i quali non era assolutamente dato per scontato il supporto presidenziale alla legge in discussione al Congresso. Una legge di 1.169 pagine, frutto di un lavoro di negoziazioni lunghe tre settimane, che fornisce 333 Miliardi alle casse federali, e che include meno di un quarto della cifra richiesta dalla presidenza per la costruzione di un muro di acciaio lungo il confine sud del paese.

Ma che finanzia nove dipartimenti di gabinetto e decine di altre agenzie federali, come quella per la sicurezza nazionale, per il commercio, l’agricoltura e i trasporti.

Una proposta che, se come dichiarato riceverà la firma presidenziale, eviterà che dalla giornata di domenica 17 febbraio l’amministrazione federale vada nuovamente in shutdown, finanziando il governo fino al 30 settembre 2019. Una chiusura che sia il Congresso sia il Senato erano desiderosi di evitare, dopo lo stop record di 35 giorni che ha lasciato oltre 800.000 lavoratori statali senza stipendio per il periodo natalizio e prolungato per parte del mese di gennaio.

Trump: verso l’emergenza nazionale

Ma se la decisione di Trump di firmare la proposta di legge evitando così un nuovo precipitare della situazione appare tesa ad evitare nuovi strappi, una eventuale dichiarazione di emergenza nazionale rischierebbe di creare nuove pesanti divisioni. Una dichiarazione che permetterebbe infatti alla presidenza di aggirare il congresso, e utilizzare quindi i militari per la costruzione del muro, destinata a creare l’insorgenza di dure reazioni a tutti i livelli di governo. Una decisione, afferma il Washington Post, giudicata sconsiderata anche da alcuni membri del Partito Repubblicano al Congresso, e contro la quale i Democratici promettono azioni immediate. E che troverà molto probabilmente ostacoli legali posti dagli stati di confine, dai cittadini residenti nelle zone interessate dai lavori, oltre che da gruppi della società civile.

Trump, stando a quanto affermato da un membro dello staff presidenziale, dovrebbe annunciare la firma della legge approvata dal Congresso e la dichiarazione di emergenza nazionale nella mattinata di venerdì 15 febbraio.

Una mossa che tuttavia rischia di ritorcersi contro il Presidente. Dato il disaccordo mostrato da alcuni senatori repubblicani, infatti, non sarebbe da escludere la possibilità che una risoluzione di disapprovazione sulla decisione del presidente venga approvata anche dal Senato, sconfessando l’azione presidenziale, ed esponendo Trump a attacchi sia sul piano politico, sia per quanto riguarda la legittimità costituzionale di un simile provvedimento. Al quale il presidente giungerebbe, come ha più volte affermato, più per scelta che per necessità.

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