Turchia, inietta candeggina alla figlia di 9 mesi: "Non mi dà affetto"
Turchia, inietta candeggina alla figlia di 9 mesi: “Non mi dà affetto”
Esteri

Turchia, inietta candeggina alla figlia di 9 mesi: “Non mi dà affetto”

turchia-inietta-candeggina-figlia

La donna avrebbe iniettato candeggina e sapone liquido alla bambina, perché riteneva che la piccola non provasse per lei il dovuto affetto.

In Turchia una mamma è accusata di tortura. A quanto riferito, la donna avrebbe iniettato candeggina e sapone liquido alla bambina neonata perché riteneva che la piccola non provasse per lei il dovuto affetto. Elif K., questo il nome della donna, avrebbe anche provocato alla figlia una frattura al cranio quando la piccola aveva appena nove mesi. Insieme a questo la donna avrebbe confessato di aver praticato profondi tagli con un coltellino sul collo della bambina.

Candeggina e sapone nel naso e negli occhi

A denunciare le torture, un medico che ha visitato la bambina, portata al pronto soccorso dalla stessa madre. Di fronte alla richiesta di spiegazioni da parte dei sanitari la donna avrebbe risposto in modo molto evasivo, facendo scattare un campanello d’allarme. Segnalata alla polizia, Elif K. è ora sotto processo. Di fronte ai giudici la mamma avrebbe confessato i maltrattamenti: “Non mi dava l’affetto di cui avevo bisogno” avrebbe cercato di giustificarsi in tribunale. “Ho iniziato a torturarla a casa: le ho iniettato candeggina e sapone nel naso e negli occhi, fino a quando non ha iniziato a sanguinare – avrebbe continuato la donna secondo le dichiarazioni riportate da FanPage -, poi le ho fatto dei tagli con un rasoio in testa, su gambe, braccia e petto”.

Arrestata la madre: la piccola affidata al papà

La terribile confessione ha condotto all’arresto della donna.

La figlia ora ha un anno e mezzo ed è miracolosamente uscita indenne da quei mesi di sevizie, anche se le conseguenze sul lungo periodo restano in larga parte imprevedibili. Ora la piccola vive insieme al padre ed è in buone condizioni di salute anche se probabilmente nulla potrà cancellare il trauma di quei primi mesi di vita.

In carcere il patrigno della bimba picchiata a Genzano

Nel frattempo, in Italia, resta in carcere Federico Zeoli, l’uomo accusato di aver quasi ucciso la figlia di 22 mesi della compagna. Il gip ha convalidato il fermo dell’uomo, che è accusato di tentato omicidio e maltrattamenti in famiglia. La piccola è invece ricoverata all’ospedale Bambin Gesù di Roma, dove sarebbe in lento miglioramento dopo il ricovero in gravi condizioni a causa delle percosse del patrigno.

© Riproduzione riservata

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche