Julen morto nel pozzo: il padre si reca in tribunale
Julen, bimbo morto nel pozzo: si indaga per omicidio colposo
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Julen, bimbo morto nel pozzo: si indaga per omicidio colposo

Bambino caduto nel pozzo, minatori nel tunnel
Bambino caduto nel pozzo, minatori nel tunnel

Continuano le indagini sulla morte di Julen. Il giudice ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo: sospetta la posizione di un contadino.

Continuano le indagini sul caso di Julen Rossello, il bimbo spagnolo morto in un pozzo nei pressi di Malaga. Secondo quanto riportato da Vitadamamma.com, il giudice incaricato di seguire le indagini preliminari sta seguendo l’ipotesi dell’omicidio colposo. L’indagato è Antonio, il contadino che si occupa del terreno nel quale è stato scavato il pozzo. David Serrano, zio di Julen e proprietario del terreno, ha indicato proprio il contadino come colui che ha materialmente realizzato la cavità nella quale il bambino è precipitato.

Sospettato di omicidio colposo

L’uomo, interrogato dai magistrati, ha spiegato di aver scavato due pozzi all’interno della proprietà. Uno di questi è profondo 150 metri, il secondo (quello in cui è caduto Julen) 111 metri. Le due perforazioni sono state praticate a distanza ravvicinata. In nessuno di essi c’era acqua: servivano al proprietario del terreno al solo scopo di valutarne le condizioni, in vista di una futura edificazione. Antonio ha dichiarato che entrambe le aperture erano sigillate con una pietra abbastanza pesante da metterle in sicurezza.

“Ecco perché dico di essere molto calmo“, ha dichiarato al quotidiano locale España Diario. Lo stesso David Serrano ha assicurato di aver ordinato la chiusura delle aperture con blocchi di cemento.

È però apparsa sospetta l’assenza del contadino dal terreno per diversi giorni. L’uomo ha risposto di non essersi allontanato volontariamente: “Non mi sono fatto vedere per più giorni in quella fattoria perché mi hanno detto che non era più necessario. Se il giudice mi chiama, sono felice”.

Caso Julen, le indagini

Continuano, nel frattempo, le operazioni delle forze dell’ordine per effettuare rilievi e accertamenti all’interno del pozzo. Solo le prove rinvenute nella cavità e sul terreno potranno infatti fare luce sulla vicenda e chiarire se si tratta di un caso di omicidio colposo o di un tragico incidente. Le operazioni sono tuttavia rallentate dalle condizioni stesse del pozzo, ridotto a un cumulo di macerie a causa degli scavi.

La magistratura ha inoltre ordinato di esaminare le immagini registrate dalle telecamere dei robot utilizzati a fini esplorativi all’interno del pozzo, poco dopo la caduta. Si tratta di 16 fotografie e 23 video. Da quanto emerso fino a questo momento, sembra che all’interno della cavità non ci fossero materiali esterni (ovvero coperture in cemento o in pietra). Se questa ipotesi fosse confermata, proverebbe l’esistenza di un responsabile che potrebbe essere condannato per l’omessa copertura del pozzo.


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Lisa Pendezza
Lisa Pendezza 1763 Articoli
Lisa Pendezza, nata nel 1994 a Milano. Laureata in Lettere con la passione per i viaggi, il benessere e la lettura, spera di riuscire a girare il mondo con una macchina fotografica in una mano e un romanzo nell'altra. Amante dei libri, si limita per ora a leggerne molti, con il sogno nel cassetto di scriverne uno.