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Paura per Daniele Nardi, alpinista scomparso sul Nanga Parbat

Paura per la sorte di Daniele Nardi, impegnato con la scalata del Nanga Parbat, di cui ormai da domenica si sono perse le tracce.

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Cresce di ora in ora l’apprensione per la sorte dell’alpinista italiano Daniele Nardi e quella del suo compagno di scalata Tom Ballard, entrambi scomparsi mentre impegnati nella difficile scalata invernale del Nanga Parbat, nona vetta più alta al mondo situata nel Pakistan settentrionale.

Una montagna che a causa dell’elevato indice di mortalità tra coloro che hanno provato ad affrontarla, si è guadagnata il soprannome di “Killer Mountain”.

Contatti persi da domenica 24 febbraio

Sarebbe infatti da domenica 24 febbraio 2019 che dei due si sarebbero perse le tracce, sistematicamente mancando gli appuntamenti radio con il campo base. Nell’ultima comunicazione i due davano notizia di aver raggiunto il campo 4, situato ad un’altitudine di 6000 metri, sulla difficile via dello sperone Mummery.

Il difficile avvio dei soccorsi

Si sarebbe ora finalmente avviata la macchina dei soccorsi, dopo alcune prime difficoltà. Già nel corso della giornata di mercoledì 27 febbraio si sarebbe infatti dovuto alzare in volo un elicottero per le ricerche dei due alpinisti.

Un volo rimasto però bloccato a terra, a causa delle tensioni sorte tra Islamabad e Delhi dopo l’attacco portato dall’aeronautica indiana in territorio pakistano.

Un bombardamento il cui obbiettivo principale era un campo di addestramento di guerriglieri islamici appartenenti al gruppo Jaish-e-Mohammed, resosi responsabile di un devastante attentato che il 14 febbraio scorso ha colpito l’area a controllo indiano della regione contesa del Kashmir, uccidendo 40 paramilitari.

Un attacco aereo al quale ha fatto seguito la reazione pakistana, che ha colpito, abbattendolo, un Jet indiano. Tensioni che fanno tremare tutta l’Asia, e che hanno portato alla chiusura completa dei cieli in tutta l’area, costringendo quindi a terra anche il veicolo destinato ai soccorsi.

L’intervento dell’ambasciatore italiano

Una situazione però sbloccata dall’intervento dell’ambasciatore italiano in Pakistan Stefano Pontecorvo, che – stando a quanto comunicato dallo staff di Narvi – ha consentito la concessione di un nulla osta per l’avvio delle ricerche aeree. Che con l’avvenuto sopraggiungere della notte però, potranno però iniziare solo nel corso della mattinata di giovedì 28 febbraio.

La ricerca dal campo base

Al campo base intanto si continua a osservare la parete della montagna, nella speranza di scorgere traccia dei due alpinisti scomparsi. Una ricerca visiva che proseguirà anche nel corso della notte, nella speranza di intercettare una luce in grado di rivelare la loro posizione ai soccorritori. Sarà quindi solo con il sorgere del sole che, tempo permettendo, potranno quindi iniziare le ricerche aeree della coppia di alpinisti. Nella speranza che dal cielo sia resa più facile la loro individuazione.

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