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Venezuela, Guaidò annuncia il suo ritorno a Caracas

Guaidò dalla Colombia lancia la sfida a Maduro: "In settimana tornerò a Caracas: se mi arresti ci sarà una risposta senza precedenti".

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“Se oseranno imprigionarmi ci sarà una risposta senza precedenti, sia delle gente, sia della comunità internazionale. Così tuona il presidente dell’ Assemblea Nazionale venezuelana Juan Guaidò – recentemente autoproclamatosi presidente ad interim e riconosciuto dalla quasi unanimità dai paesi occidentali – dalla trasmissione televisiva colombiana Noticias Caracol.

Una frase che prepara quindi il ritorno a Caracas del capo dell’opposizione a Maduro, che stando a quanto dichiarato dallo stesso Guaidò potrà avvenire già nel corso di questa settimana.

A Caracas nonostante i rischi

“Il mio dovere è di stare a Caracas nonostante i rischi”, ha aggiunto il presidente ad interim, che ha poi ringraziato il Trump per il sostegno: “presidente Trump, la ringraziamo per il suo fermo sostegno al ritorno della democrazia in Venezuela”.

E aggiunge che “Continuiamo con il coordinamento internazionale al fine di ottenere la pressione necessaria per la cessazione dell’usurpazione e la conquista della libertà nella nostra nazione”.

Nuove sanzioni Usa contro Caracas

Un ringraziamento che giunge poco dopo la decisione di procedere ad una nuova stretta di sanzioni al regime. Sanzioni imposte da Washington nei confronti di Caracas allo scopo di aumentare la pressione sul governo di Maduro. Ad annunciarlo è Elliott Abrams, Inviato Speciale Usa per il Venezuela, parlando con alcuni cronisti prima della riunione al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, richiesta dallo stesso governo americano.

E sono sempre gli Stati uniti ad annunciare l’intenzione, entro la settimana, di sottoporre al Consiglio di Sicurezza una bozza di risoluzione che permetta agli aiuti umanitari di raggiungere la popolazione del Venezuela.

Nuova richiesta dei governi europei

Intanto i paesi europei parte dell’attuale Cds, ossia Francia, Germania, Gran Bretagna, Belgio e Polonia, hanno nuovamente richiesto al governo di Maduro di indire nuove elezioni presidenziali, ritenute necessarie a causa della mancanza di “Legittimità democratica“, richiedendo quindi “Il ritorno alla democrazia attraverso elezioni presidenziali libere, trasparenti e credibili”.

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