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Pedofilia, il cardinale Pell condannato a 6 anni di carcere

Il cardinale potrà chiedere la libertà su cauzione dopo 3 anni e 8 mesi. Il giudice: "Crimini efferati e sconcertante arroganza".

Cardinale Pell, 6 anni di carcere per pedofilia
Cardinale Pell, 6 anni di carcere per pedofilia

Il Tribunale della contea australiana di Victoria ha emesso la sentenza nel processo contro il cardinale George Pell, accusato di pedofilia. L’alto prelato, ex ministro dell’Economia del Vaticano, è stato condannato a sei anni di carcere per abusi sessuali su minori. Gli episodi risalgono agli anni Novanta, quando Pell ricopriva l’incarico di arcivescovo cattolico di Melbourne. Secondo quanto riportato nella sentenza del giudice Peter Kidd della County Court, Pell dovrà restare in cella per almeno tre anni e otto mesi, al termine dei quali potrà avanzare richiesta per ottenere la libertà su cauzione. Una sentenza relativamente mite, considerando che il cardinale rischiava una condanna fino a 50 anni.

La sentenza

Il caso del cardinale Pell è stato ascoltato da una giuria nel mese di dicembre 2018, che lo ha giudicato colpevole di abusi su due coristi di 13 anni.

Le violenze sono avvenute al termine di una messa celebrata nella cattedrale di St. Patrick di Melbourne. L’ecclesiastico ha poi abusato una seconda volta di uno dei due ragazzi, pochi mesi dopo il primo episodio. Il cardinale si è sempre dichiarato innocente.

La sentenza del giudice Kidd è stata letta in diretta televisiva per circa un’ora. Il Tribunale ha descritto gli abusi perpetrati dal prelato come “un attacco sessuale alle vittime, sfrontato e forzato. La sua condotta per crimini efferati è stata permeata di una sconcertante arroganza. Gli atti erano sessualmente evidenti, entrambe le vittime erano visibilmente e udibilmente angosciate durante le molestie. Vi è stato un ulteriore livello di umiliazione che ciascuna delle sue vittime deve aver provato nel sapere che l’abuso avveniva in presenza altrui”.

I legali del cardinale hanno fatto sapere di aver presentato un appello.

La Corte lo udirà il 5 e il 6 giugno.


Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.


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Lisa Pendezza

Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.

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