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Nuova Zelanda, l’eroe che ha disarmato l’attentatore a mani nude
Esteri

Nuova Zelanda, l’eroe che ha disarmato l’attentatore a mani nude

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Emergono i primi dettagli sugli attentati in Nuova Zelanda. L'attentatore sarebbe stato disarmato e messo in fuga da un eroe misterioso.

Non si conosce la sua identità, ma per tutti è l’eroe dell’attentato in Nuova Zelanda, dove un uomo ha sparato all’impazzata in due moschee di Christchurch, uccidendo 49 persone. Il ragazzo era solito occuparsi della cura delle moschee di Linwood, ma al momento dell’attacco non ci ha pensato due volte: ha fermato l’attentatore disarmandolo a mani nude e mettendolo in fuga prima che potesse uccidere ancora.

Ha disarmato l’attentatore

Il giovane è riuscito a strappare il mitra dalle mani di Brenton Tarrant, inseguendolo e cercando di sparargli con la sua stessa arma. L’attentatore sarebbe però riuscito a dileguarsi, aiutato dai complici che lo attendevano in auto fuori dalla moschea. A raccontare la vicenda è stato uno dei sopravvissuti che
ha parlato al New Zeland Herald, a cui ha specificato di aver vissuto attimi terribili mentre il terrorista provava a portare a termine il suo piano. Il bilancio complessivo dei due attacchi è di 49 morti: 7 nella moschea di Linwood, dove è intervenuto l’eroe, e 41 nella moschea di Deans Avenue.

Una persona è morta in ospedale a causa delle gravi ferite riportate.

Identificate le prime vittime

Sarebbero state identificate due delle 49 vittime degli attentati. Si tratta di Haji Daoud Nabi e Khaled Mustafa. Il primo è un afghano emigrato nel Paese con i suoi figli nel 1977, mentre il secondo sarebbe un rifugiato siriano arrivato con la famiglia solo da qualche mese. A rivelare il nome di Haji è stato uno
dei figli che avrebbe dovuto raggiungere l’uomo per partecipare alla preghiera del venerdì. Arrivato però in ritardo, ha trovato la moschea sotto attacco. Intanto le autorità sanitarie hanno fatto sapere che 7 feriti sono stati dimessi dall’ospedale e altri 39 sono ancora in cura per ferite da arma da fuoco. 11 persone sarebbero ancora in terapia intensiva.

Sopravvissuti giocatori di cricket

Vivi per miracolo i giocatori della nazionale di cricket del Bangladesh. I campioni erano infatti attesi nella moschea per la preghiera del venerdì, ma sono arrivati in autobus con 3 minuti di ritardo.

I giocatori avrebbero quindi udito gli spari riuscendo a sfuggire alla strage. I poliziotti li hanno invitati ad allontanarsi dalla zona e tornare in albergo. Uno degli accompagnatori della squadra ha detto: “Eravamo a una cinquantina di metri dalla moschea. Siamo stati davvero fortunati. Se fossimo arrivati tre o quattro minuti prima saremmo stati all’interno della struttura”.


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