L'ultimo messaggio di Lorenzo Orsetti | Notizie.it
Lorenzo Orsetti, l’ultimo messaggio dell’italiano morto in Siria
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Lorenzo Orsetti, l’ultimo messaggio dell’italiano morto in Siria

lorenzo orsetti

"Nonostante questo la mia vita è stata un successo", sono queste le parole dell'ultimo messaggio di Lorenzo Orsetti.

“Se state leggendo questo messaggio è segno che non sono più a questo mondo. Beh, non rattristatevi più di tanto, mi sta bene così. Non ho rimpianti, sono morto facendo quello che ritenevo più giusto, difendendo i più deboli, e rimanendo fedele ai miei ideali di giustizia, eguaglianza e libertà”. Sono queste le parole con cui inizia l’ultimo messaggio di Lorenzo Orsetti, il combattente italiano morto in Siria per mano dei miliziani dell’Isis.

L’ultimo messaggio

“Nonostante questa prematura dipartita – prosegue il messaggio -, la mia vita resta comunque un successo, e sono quasi certo che me ne sono andato con il sorriso sulle labbra. Non avrei potuto chiedere di meglio. Vi auguro tutto il bene possibile, e spero che anche voi un giorno (se non l’avete ancora fatto) decidiate di dare la vita per il prossimo, perché solo così si cambia il mondo. Solo sconfiggendo l’individualismo e l’egoismo di ciascuno di noi si può fare la differenza.

Sono tempi difficili, lo so, ma non cedete alla rassegnazione, non abbandonate la speranza mai, neppure per un attimo. Vi amo tutti – conclude -, spero farete tesoro di queste parole”.

Orsetti, morto in Siria

La notizia della morte di Lorenzo Orsetti è stata comunicata via Telegram dallo Stato islamico che ha condiviso le foto del ragazzo 33enne, di origini fiorentine, e i suoi documenti. L’uccisione sarebbe avvenuta nella città di Baghuz, e l’annuncio è arrivato nella giornata di lunedì 18 aprile. “Il crociato italiano è stato assassinato negli scontri” è il messaggio rilasciato dall’Isis e accompagnato da una foto dell’uomo. La madre, contattata dall’agenzia Agi, avrebbe detto: “Non possiamo sconfiggere l’Isis finché qualcuno continua a finanziarlo. Voleva liberare i curdi dal fascismo”.


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