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UK, nota una macchia bianca nell’occhio del figlio: è un tumore
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UK, nota una macchia bianca nell’occhio del figlio: è un tumore

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Grazie ad una foto Emily Smith, mamma 23enne del West Sussex, ha scoperto che il figlio di soli 11 mesi aveva un tumore all’occhio.

Uno strano riflesso biancastro nella pupilla del figlio ha dato il via alla lunga odissea di due giovani genitori inglesi e del loro bimbo di appena 11 mesi. Emily Smith e suo marito Owen Scrivens hanno raccontato la loro storia alla stampa locale, ricordando di come la diagnosi del retinoblastoma, la rara patologia che ha colpito il loro piccolo Jaxson, sia avvenuta quasi per caso: “Avevo scattato una semplice foto, eppure – ricorda mamma Emily – ho notato una strana macchia bianca dentro una delle sue pupille”. Da lì, una dietro l’altra, sono emerse le preoccupazioni dei genitori per la salute del bambino. Timori che hanno infine trovato riscontro nelle analisi dei medici: quel bagliore indicava la presenza di una massa tumorale nell’occhio di Jaxson. Ora, dopo estenuanti cicli di interventi e terapie, la coppia dice di poter tirare un sospiro di sollievo: il loro piccolo (3 anni oggi) è stabile, anche se quel male, sottolineano i due, non è stato debellato del tutto.

Un calvario durato 3 anni

Il retinoblastoma è un tumore maligno della retina, una patologia rara che, secondo dati resi noti dall’organizzazione britannica Children with Cancer Uk, colpisce oltre 40 bambini all’anno, la maggior parte dei quali sotto i 5 anni.

Si tratta di una patologia curabile, se diagnosticata tempestivamente. Così è accaduto anche a Jaxsono: sottoposto immediatamente ad intervento chirurgico per l’asportazione della massa, negli ultimi 3 anni, il bimbo ha subito diversi cicli di chemioterapia che hanno ridotto sensibilmente la superficie del tumore scongiurando anche il rischio di diffusione del male al nervo ottico. “A Natale 2017 – continua il racconto di mamma Emily – il tumore ha ripreso a crescere. Gli hanno somministrato la chemioterapia infra-arteriosa ogni due settimane fino a quando Jaxson non si è sottoposto a sei sedute di laser sotto anestesia totale. A quel punto si è di nuovo stabilizzato”. Oggi i genitori affermano che il peggio è passato e ricordano quel calvario come “il momento più difficile” della loro vita. È solo grazie all’istinto di una madre se Jaxson può ora proseguire la sua quotidiana lotta per la vita, sorretto anche dall’amore e dalla determinazione dei suoi genitori.

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