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Somalia, attacco a Modagiscio: esplosione di 2 autobombe e sparatoria
Esteri

Somalia, attacco a Modagiscio: esplosione di 2 autobombe e sparatoria

Somalia
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"Due esplosioni di autobomba seguite da un'intensa sparatoria sono avvenute nel distretto di Shangani a Mogadiscio", scrive il sito di Radio Dalsan

Sul sito dell’emittente somala Radio Dalsan si legge che due esplosioni di autobomba seguite da un’intensa sparatoria hanno interessato il distretto di Shangani a Mogadiscio, in Somalia. Sebbene le notizie sarebbero ancora in fase di accertamento, emittenti locali fanno sapere che ci sarebbero alcune vittime. Si tratta di un’area che è oggetto di una “battaglia” per un attacco al ministero del Lavoro. Il sito, inoltre, sospetta che siano in azione gli estremisti islamici al-SAhabaab e riferisce di dipendenti del ministero che sono stati visti fuggire dall’edificio.

Gli islamisti sarebbero tornati a fare strage in Somalia. Nella notte tra il 28 febbraio e il 1 marzo, hanno attaccato l’Hotel Maka Al-Mukarama, nel centro della capitale, Mogadiscio, sparando e lanciando due bombe. L’assedio è terminato in seguito all’irruzione delle forze speciali che hanno ucciso i terroristi. Nel complesso l’attacco è durato 24 ore. Decine le vittime e i feriti.

L’attentato (uno dei tanti che sta colpendo l’Africa orientale per mano di Al Shabaab) è arrivato dopo che le forze statunitensi in Somalia hanno intensificato gli attacchi aerei contro il gruppo islamista.

Infatti, il numero degli attacchi aerei Usa in Somalia è aumentato dal 30 marzo 2017. Si tratterebbe di una conseguenza del decreto per dichiarare la Somalia “area di ostilità attive”. A firmarlo il presidente Trump.

Gli islamisti rispondono agli attacchi aerei americani

Presentando un suo nuovo rapporto, Amnesty International ha sollecitato il governo Usa a svolgere indagini imparziali e approfondite sulle prove che testimoniano il repentino aumento degli attacchi aerei in Somalia. L’accusa è di aver causato la morte di numerosi civili. I cinque attacchi aerei sono stati portati a termine con droni Reaper e aerei con equipaggio a bordo nel Basso Shabelle. Si tratta di una regione che circonda la capitale Mogadiscio e che è controllata, pressoché totalmente, dal gruppo armato al-Shabaab.

Il Comando Usa in Africa (Africom) ha smentito che nelle sue operazioni in Somalia siano stati uccisi civili.

“Il numero di vittime civili che abbiamo scoperto in solo una manciata di attacchi aerei, lascia pensare che la segretezza che avvolge il ruolo degli Usa nella guerra in Somalia sia di fatto una cortina fumogena per l’impunità”, ha dichiarato Brian Castner, alto consulente di Amnesty International su armi e operazioni militari. “Le nostre conclusioni contraddicono completamente il mantra di “zero vittime civili” ripetuto dall’esercito Usa. Questa affermazione suona tanto più inverosimile se consideriamo che dal 2016 gli Usa hanno triplicato i loro attacchi aerei in Somalia, superando il totale di quelli in Libia e Yemen”. Infatti, il rapporto intitolato “La guerra nascosta degli Usa in Somalia”, rivela che in soli cinque degli oltre 100 attacchi aerei degli ultimi due anni sono stati uccisi 14 civili e altri otto rimasti feriti.

Nel corso delle loro indagini, i ricercatori di Amnesty International si sono recati in Somalia. Hanno svolto oltre 150 interviste .

A prenderne parte testimoni oculari, familiari di vittime, sfollati di guerra ed esperti. Poi hanno analizzato col massimo rigore le prove disponibili, tra cui immagini satellitari, frammenti di munizioni e fotografie dei luoghi colpiti dagli attacchi. Così ricorda la Repubblica.

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Asia Angaroni
Leva 1996, varesotta di nascita milanese di adozione. Dall’amore per la stampa e la verità alla laurea in Comunicazione. Amante della letteratura e dell’arte, alla ricerca costante di sapienza e cultura. Appassionata di cronaca sportiva e di inchieste, desiderosa di fare della parola il proprio futuro.
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