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Kazakistan, salvato il pedofilo condannato alla castrazione chimica

Sarebbe stato il primo uomo ad essere sottoposto alla castrazione chimica. Salvato perché il reato è stato commesso 11 anni fa

castrazione chimica
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Un gesto vergognoso e squallido, che tocca i limiti del disumano e della più macabra perversione. 11 anni fa, in Kazakistan, un uomo di cui non sono state rese note le generalità avrebbe abusato di una bambina di 4 anni.

Lui sarebbe dovuto essere il primo caso di castrazione chimica in seguito a una condanna per pedofilia. Ma i giudici lo hanno graziato in extremis. Inevitabile la polemica.

Salvato dalla castrazione chimica

L’uomo sarebbe dovuto essere il primo caso di castrazione chimica nel Paese asiatico da quando è stata approvata la legge che prevede punizioni esemplari per chi abusa sessualmente di un minore. Tuttavia, riporta Leggo.it, il giudice d’appello Nurmakhan Zhorabekov ha stabilito che la legge non può essere retroattiva.

Il pedofilo avrebbe commesso i suoi crimini più perversi 11 anni fa. Questo il motivo che lo avrebbe salvato dalla castrazione

L’ex presidente del Kazakistan, Nursultan Nazarbayev, aveva annunciato un investimento in migliaia di dosi di un farmaco che inibisce la potenza sessuale. L’iniezione è prevista da alcuni codici penali come condanna temporanea per stupratori e pedofili.

La castrazione chimica è provocata attraverso farmaci a base di ormoni, indirizzata alla riduzione della libido e dell’attività sessuale.

È prevista nell’ordinamento giuridico di Svezia, Finlandia, Germania, Danimarca, Norvegia, Belgio e Francia, ma il suo uso è limitato.

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Il tema in Italia

Anche in Italia il tema della castrazione chimica è al centro di numerosi dibattiti.

Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha infatti chiesto di introdurre questa pena per chi commette reati a sfondo sessuale.

“Per i vermi violentatori di Catania, che hanno stuprato una turista, nessuno sconto: certezza della pena e castrazione chimica!”, era stato il commento del leader della Lega in merito al caso di violenza di gruppo contro una donna americana avvenuto a Catania.

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