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Bimba di 2 anni muore di cancro: per i medici era asma

Se i medici le avessero diagnosticato in tempo la malattia, la piccola avrebbe avuto l'80% di probabilità di sopravvivere. Il racconto della madre.

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Una bambina di soli due anni è morta, rimasta vittima di una forma di tumore al polmone scambiata però dai medici per asma. Era finita al pronto soccorso per ben sei volte in due anni, ma in tutte le occasioni i medici la avevano rimandata a casa.

E solo quando le condizioni della bambina sono peggiorate le hanno prescritto degli esami medici più approfonditi, portando così alla luce la reale natura del male che la perseguitava. Ma a quel punto era troppo tardi.

Il calvario della piccola Megan

A raccontare la sua storia è proprio la madre della piccola, Kelly Clarkson, che al quotidiano britannico Dailymail racconta di come la figlia Megan avesse iniziato a stare male quando aveva solo sei mesi, nel novembre 2016.

Colpita da attacchi di tosse talmente forti da non farle riuscire a trattenere nello stomaco il cibo che assumeva. L’inizio di un calvario durato 28 mesi durante i quali la bambina continuava a perdere peso e a presentare disturbi alla respirazione.

La donna decise quindi di rivolgersi ad alcuni medici specialisti. Nessuno dei quali suggerì però di sottoporre la piccola Megan ad una radiografia del torace, insistendo che si trattava di asma.

Prescrivendole quindi cure a base di inalatori e antibiotici. Una diagnosi condivisa dai ben sei diversi dottori ai quali la madre aveva richiesto un consulto, e che aveva fatto ben sperare l’intera famiglia della bambina.

Il peggioramento e la diagnosi

Ma le sue condizioni sono continuate a peggiorare, e solo attraverso le analisi eseguite una volta ricoverata presso il Royal Hospital for Children di Glasgow i medici hanno scoperto la verità. La piccola era vittima di un blastoma pleuropolmonare di tipo tre, e a nulla è servito il ricovero e l’operazione d’urgenza. Colpita da una forte emorragia nel corso dell’intervento, è andata in arresto cardiaco, ed è morta il 2 gennaio 2019. Solo tre settimane dopo la prima diagnosi del tumore.

Per la madre è responsabile “Un fallimento di sistema”

Ma, nonostante la tragedia affrontata, la madre della piccola non punta il dito contro i singoli medici che non si sono accorti della malattia che consumava la figlia. Secondo la donna ad essere responsabile della morte di Megan è stato quello che lei definisce un “Fallimento di sistema” del servizio sanitario pubblico. “Non è una questione specifica alla responsabilità di una singola persona, ma un fallimento dell’intero sistema. Che porta a sbagliare anche le persone che vi lavorano” ha affermato la donna.

La quale aggiunge anche che “Sono convinta che a nessuno sia data l’opportunità di svolgere accuratamente il proprio lavoro”. E si auspica ora che venga aperta una inchiesta su come migliorare il sevizio di diagnosi per quelle persone, come i bambini, che non sono in grado di parlare e comunicare il proprio malessere in modo chiaro e compiuto. Sperando che a nessun altro debba capitare una tragedia simile a quella che ha colpito lei e la sua famiglia.

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