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Raid a Tripoli, Haftar bombarda l’aeroporto di Mitiga

L'attacco allo scalo (l'unico funzionante nel Paese) ha rischiato di provocare una strage di pellegrini a bordo di un aereo diretto a La Mecca.

Haftar, raid su aeroporto di Mitiga
Haftar, raid su aeroporto di Mitiga

Continua l’offensiva del generale Khalifa Haftar che, dopo i raid dei giorni scorsi, ha bombardato anche l’aeroporto internazionale di Mitiga, l’unico scalo ancora funzionante nei pressi della capitale. Secondo testimoni citati da Repubblica, gli ordigni non hanno colpito le piste, ma l’attacco ha seminato il panico tra i centinaia di passeggeri presenti nella struttura, in attesa di imbarcarsi per lasciare il Paese. Sembra che gli aerei dell’LNA siano decollati dalla base di Al Watyia, nella zona occidentale della Libia nelle mani delle milizie fedeli al generale.

Raid all'aeroporto di Mitiga

“Strage sfiorata”

Ahmed Wali, consigliere comunale di Tripoli, ha descritto il bombardamento dell’aeroporto di Mitiga una tragedia sfiorata: “Il raid è avvenuto mentre stava per decollare un aereo con circa 200 persone a bordo, diretto in Arabia Saudita per il pellegrinaggio a La Mecca. Si è rischiata una strage”. Nelle ore che hanno preceduto l’attacco allo scalo, le truppe di Haftar hanno tentato ripetutamente di entrare a Tripoli. Nel frattempo, le milizie di Misurata e di Zintan sono passate al contrattacco. Le truppe del generale sono state allontanate da alcune aree nei pressi di Gars ben Ghasir e negli scontri sarebbero morti almeno 14 soldati.

I portavoce del Ministero della Sanità del governo di Fayez al-Sarraj hanno riferito che le vittime sono almeno 32, riporta l’Ansa, compresi diversi civili.

Altre 50 persone sono rimaste ferite negli scontri a sud di Tripoli. Secondo l’Onu, 2800 residenti nella capitale sono stati costretti ad abbandonare le proprie case. Il premier al-Serraj ha incontrato Giuseppe Buccino, ambasciatore italiano in Libia, e ha espresso ottimismo: “Le forze militari libiche sono in grado di vincere l’aggressore e tutti coloro che cercano di destabilizzare e terrorizzare i civili”.


L’Onu chiede lo stop dei combattimenti

Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha condannato fermamente “l’escalation militare e i combattimenti in corso a Tripoli e dintorni. Chiedo lo stop immediato di tutte le operazioni militari, con l’obiettivo di prevenire un conflitto a tutto campo. Non esiste una soluzione militare al conflitto in Libia”, ha aggiunto, invitando le parti coinvolte al dialogo “per raggiungere una soluzione politica“.

Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.


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Lisa Pendezza

Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.

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