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Alan Kurdi, Malta annuncia lo sbarco: migranti distribuiti in 4 Paesi

I naufraghi non resteranno a Malta, ma saranno distribuiti tra Germania, Francia, Portogallo e Lussemburgo. Salvini: "Ottime notizie".

Alan Kurdi, annunciato lo sbarco a Malta
Alan Kurdi, annunciato lo sbarco a Malta

Sta per terminare l’odissea dei 64 migranti a bordo della Alan Kurdi, la nave della Ong tedesca Sea Eye che, dopo un mancato approdo a Lampedusa, ha atteso oltre una settimana in acque internazionali in attesa dell’autorizzazione allo sbarco.

Autorizzazione che è stata rilasciata dal governo di Joseph Muscat, secondo quanto annunciato dallo stesso premier tramite Twitter, riporta Repubblica. I naufraghi “sbarcheranno a Malta e saranno ridistribuiti tra Germania, Francia, Portogallo e Lussemburgo. Nessuno dei migranti resterà a Malta e alla nave non sarà permesso di entrare in acque maltesi”.

Malta, critiche all’Ue

Il premier ha sottolineato che è stato possibile raggiungere una soluzione grazie a “un efficace coordinamento della Commissione europea e di Malta, che non può assumersi questo onere da sola”.

Non è mancata una critica a Bruxelles da parte del governo maltese, che ha sottolineato in un comunicato citato dal Corriere della Sera: “Ancora una volta il più piccolo Stato membro dell’Unione è stato messo sotto una pressione non necessaria, chiedendogli di risolvere un caso di cui non aveva responsabilità né competenza. È stata trovata una soluzione affinché la situazione non peggiorasse, ma mettendo anche in chiaro che Malta non può continuare a sostenere questo fardello“.

Salvini: “Ottime notizie”

Soddisfatto Matteo Salvini, che ha accolto con entusiasmo la notizia della prossima ridistribuzione dei migranti: “Ottime notizie! Come promesso, nessun immigrato a bordo della nave Alan Kurdi arriverà in Italia. Verranno trasferiti in altre nazioni europee, a partire dalla Germania che è il Paese di quella Ong. Ora anche La Valletta fa benissimo a denunciare la pressione indebita e pericolosa delle Organizzazioni non governative. La vicenda della Alan Kurdi rafforza la collaborazione tra Italia e Malta contro i trafficanti di esseri umani. Non possiamo essere lasciati soli a fronteggiare sbarchi e trafficanti. Ribadiamo, con forza, che le Ong non sono al di sopra della legge. Noi e Malta siamo stati i primi a dirlo e ora se ne accorgono in tutta Europa”.

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