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Costringe la fidanzata a bere acido, muore dopo 3 giorni

Ha obbligato la fidanzata a bere acido facendola morire tra atroci dolori. E' stato condannato a 19 anni di carcere.

costringe fidanzata a bere acido

Un 33enne russo, Alexander Larin, avrebbe costretto la fidanzata Olga Ryadchikova a bere acido davanti al figlioletto. Il liquido corrosivo le ha lacerato gli organi interni portandola ad una morte lenta e atroce. La donna è infatti deceduta 3 giorni dopo aver bevuto il drink letale.

Il bambino, Nikita, è stato il principale testimone nel processo contro l’uomo, e ha riferito che sua madre “si dimenava come un verme”. L’uomo è stato condannato a 19 anni di carcere per omicidio dal tribunale di Chita, in Russia.

Uccisa con l’acido

Olga Ryadchikova, 42 anni, è morta tra atroci dolori dopo giorni di agonia. La sostanza che è stata costretta ad ingerire le avrebbe infatti provocato “ustioni chimiche” alla bocca, alla faringe, all’esofago, allo stomaco, nonché “gravi danni tossici” agli organi interni.

Dal momento in cui ha ingerito la sostanza letale, Olga non è stata più in grado di camminare, mangiare e bere e ha solo potuto attendere di esalare l’ultimo respiro, ponendo fine a quella tortura. Il figlio ha assistito a tutta la sofferenza della madre, raccontando poi tutto in tribunale.

Il racconto del ragazzino

“Ha fatto bere alla mia mamma una specie di birra bianca, e lei l’ha sputata come una fontana.

Era distesa nel corridoio e si dimenava come un verme” ha riferito, prima di ricordare l’ultimo istante di vita della donna: “Mi ha guardato negli occhi, poi li ha chiusi e non li ha più riaperti“. L’uomo ha provato a difendersi dalle pesanti accuse sostenendo che Olga avesse bevuto volontariamente l’acido. Secondo la corte, però, non solo è stato lui ad obbligarla, ma avrebbe anche impedito che Olga potesse ricevere cure mediche immediate. La madre della donna ha detto: “Mio nipote ha visto il corpo di sua madre portato via. Pensava fossero i medici e sta ancora aspettando che lei torni a casa dopo la guarigione”.

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