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Usa, 13 figli incatenati in casa: genitori condannati all’ergastolo

Una delle figlie è riuscita a liberarsi e a chiamare la polizia, svelando ciò che accadeva nella "casa degli orrori".

Figli incatenati in casa, condannati all'ergastolo
Figli incatenati in casa, condannati all'ergastolo

Tenevano i loro 13 figli incatenati in casa, costretti e vivere all’interno di gabbie, come fossero animali. In più di un’occasione sono stati privati del cibo, in condizioni igieniche precarie. David e Louise Turpin, due coniugi californiani, sono stati condannati all’ergastolo per aver maltrattato i figli in quella che è stata soprannominata dai media locali come “la casa degli orrori“, si apprende da Tgcom24. La drammatica vicenda è venuta alla luce solo grazie alla testimonianza di una delle figlie, la 17enne Jordan, che è riuscita a liberarsi e a chiamare il 911.

La famiglia Turpin

La telefonata alla polizia

“I miei genitori sono violenti, abusano di noi. Due delle sorelle più piccole sono ancora incatenate e uno dei miei fratelli è legato”. Con queste parole la 17enne si è rivolta alla polizia, nel corso della telefonata che le ha permesso di riconquistare la libertà. La registrazione della chiamata è stata ascoltata al tribunale di Riverside nel corso del processo contro i coniugi Turpin. Quando gli agenti le hanno chiesto il suo indirizzo di casa, la ragazza è apparsa in evidente difficoltà. “Esco poco, praticamente mai“, si è giustificata. “Non so se qualcuno di noi abbia bisogno di cure mediche. Qualche volta mi sveglio e non posso respirare per quanto la casa è sporca”. L’ultima volta che ha avuto la possibilità di fare una doccia risaliva a “quasi un anno fa“.

Gli agenti che hanno fatto irruzione nella casa degli orrori lo hanno descritto come “il caso peggiore di abusi che ho mai visto in decenni”, si legge sul Secolo XIX.

Davanti a loro c’erano i 13 figli dei Turpin, tutti di età compresa tra i 2 e i 29 anni, sporchi e malnutriti. Una condizione che stride con l’immagine che i genitori volevano dare della famiglia, immortalando se stessi e i ragazzi in fotografie che li mostrano sorridenti e apparentemente felici. Nessuno, in anni di abusi e maltrattamenti, si è mai accorto di che cosa accadeva dentro le mura domestiche, né in California né nel loro precedente domicilio in Texas.

Il processo

Durante il processo, molti dei figli hanno testimoniato contro i genitori, definendoli come coloro che “mi hanno strappato la vita, ma ora me la sto riprendendo”. Ma c’è anche chi ha cercato di giustificarli. “Quello che hanno fatto lo hanno fatto solo perché volevano proteggerci“, ha dichiarato un ragazzo.

David Turpin, chiamato a difendersi, ha affermato: “Mi dispiace se ho fatto qualcosa che li ha feriti. Voglio bene ai miei figli e voglio solo il meglio per loro”.


Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.


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Lisa Pendezza

Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.

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