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San Francisco, una città costruita su navi e oro

San Francisco oggi è una delle maggiori città degli USA, con più di 800mila abitanti: la sua storia inizia con la famosa corsa all'oro del XIX secolo.

san francisco oro navi

Gran parte dell’attuale città di San Francisco (Stati Uniti) è costruita sopra centinaia di navi che, a metà del XIX secolo, trasportarono migliaia di cercatori d’oro provenienti da tutto il mondo. Secondo il San Francisco Maritime National Historical Park, sepolte sotto le strade della città, vi sono dozzine di navi affondate, situate anche sotto i massicci grattacieli dell’Embracadero e del Financial District.

Dopo l’avvistamento delle prime scaglie d’oro galleggianti lungo il fiume vicino al Mulino di Sutter a South Fork, in quella gloriosa mattina del 24 gennaio 1848, l’intera San Francisco scoprì l’esistenza di enormi giacimenti d’oro che aspettavano solo di essere sfruttati. E la notizia si diffuse rapidamente. Un uomo, Samuel Brannan, corse per le strade di San Francisco con una fiala piena d’oro in mano urlando: “Oro! Oro! L’oro dell’American River!”.

Il gesto scatenò una delle più grandi migrazioni registrate nella storia americana.

La corsa all’oro

Iniziò così la Gold Rush della California. San Francisco si riempì in pochissimo tempo di uomini dotati di picconi, pale e grandissime speranze per il futuro. Secondo tutti i rapporti, tra il 1849 e il 1857, San Francisco passò dall’essere una piccola città di circa 1.000 abitanti ad una metropoli di quasi 100.000 persone.

E le sue sponde ospitavano migliaia di navi, sulle quali arrivavano tutti questi nuovi cittadini.

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Stando a quanto riportato dal sito thevintagenews.com, tante navi marcirono sul posto. Altre, secondo Richard Everett, curatore del Maritime National Historic Park, e l’archeologo marittimo James Delgado, furono deliberatamente affondate nelle acque poco profonde di Yerba Buena Cove o totalmente smantellate. La legge all’epoca consentiva il diritto di recupero della terra dove era affondata la nave. Per Everett, molti fecero proprio questo: affondarono di proposito le loro imbarcazioni e quelle di altre persone. In questo modo ebbero la possibilità di rivendicare terre preziose e convertire il naufragio in qualcos’altro.

Per esempio, il Niantic, una nave arenata in quello che ora è l’angolo delle strade di Clay e Sansome del Financial District, fu trasformato in un hotel diventando un centro frenetico della nuova frontiera. Allo stesso modo, una nave chiamata Arkansas fu trasformata in un bar con una passerella che conduceva dal mare sabbioso fino al suo interno.

Grandi possibilità di guadagno

Durante l’apice dell’eccitazione d’oro, c’erano almeno cinquecento navi bloccate nel porto. Molte delle navi più piccole che stavano già decadendo a Rincon Point furono sistematicamente prese, pezzo dopo pezzo, e riciclate in materiali da costruzione. Mentre la maggior parte cercava di conquistare l’oro tra le montagne e lungo i fiumi, alcuni videro un’altra opportunità di guadagno. Piuttosto che scavare nelle miniere e inseguire l’oro lungo i torrenti, sperando in un colpo fortunato, molti uomini crearono la loro fortuna costruendo banche, alberghi, negozi, magazzini, ristoranti e bordelli.

Ancora oggi, di tanto in tanto, durante scavi o lavori di ammodernamento, le navi escono allo scoperto ricordando i tempi che furono. Nel 1978 i resti dello scafo del Niantic furono scavati sotto il Mark Twain Plaza Complex del Financial District. Nel 1994, invece, una nave chiamata Roma, emerse a sud di Market Street, proprio sotto la piazza di Justin Herman sull’Embarcadero.

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