Impicca la moglie dopo che scopre di avere l’Hiv
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Impicca la moglie dopo che scopre di avere l’Hiv

"Mi hai tradito con altri". Un uomo uccide e impicca la moglie dopo che quest'ultima scopre di essere positiva all'Hiv.

Uccide e impicca una donna in Pakistan. Il tragico, quanto assurdo, evento vede coinvolti un uomo che ha impiccato la propria moglie in giardino dopo che quest’ultima aveva scoperto di avere l’Hiv.

A scatenare la furia del marito, secondo le fonti, il sospetto del tradimento della donna. La vittima, 32enne e madre di quattro figli, viveva in Pakistan con la propria famiglia, in un villaggio nel distretto di Shikarpur. Il sospettato, che accusava la consorte di avere una relazione extraconiugale, è stato subito arrestato, mentre i suoi complici sarebbero ancora in fuga.

Shikarpur è una realtà difficile: piccolo villaggio vicino Ratodero, accoglie 681 persone, tra cui 537 bambini d’età compresa tra i 2 e i 12 che sono stati infettati dall’Hiv a causa di di pratiche mediche inefficienti. Caso particolare su tutti, quello di un pediatra che ha utilizzato una sola siringa contaminata per tutte le operazioni.

Zafar Mirza, consigliere per la salute del premier Imran Khan, ha dichiarato che “L’uso di siringhe usate potrebbe essere una delle cause della diffusione della malattia”.
Negli ultimi giorni oltre 21 mila residenti dell’area sono stati sottoposti ai test.

Stessi episodi nel sud del Paese

Nella provincia meridionale del Sindh, un medico pediatra avrebbe ripetuto la stessa operazione, utilizzando la stessa siringa contaminata infettando tutti i bambini.

Questo secondo quanto riportato dall’Oms, che ha effettuato uno screening nella zona, gettando nel panico la popolazione di Ratodero.
Dai risultati, su 15.200 persone esaminate ben 434 bambini e 103 adulti sono risultati sieropositivi.

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Lavinia Nocelli
Lavinia Nocelli, classe '94, marchigianamente di Senigallia. Arrivata per la prima volta a Milano nel 2013, ho studiato all'Accademia di Belle Arti di Brera. La mia tesi mi ha portato in Albania, dove ho realizzato un docufilm sulle nuove mete d'emigrazione Italiana, documentando la situazione a Tirana, la capitale. Nel mentre un docufilm in veste di aiuto registra con Francesca La Mantia, "La memoria che resta". Poi il fotoreportage nella "jungle" di Calais, Francia, il campo profughi da cui oltre 10000 rifugiati cercavano di passare i confini per arrivare nel Regno Unito. E i due anni a Parigi, all'Ecole Supérieur de Journalisme, dove ho seguito da vicino le manifestazioni dei Gilet Gialli. Fotogiornalista per Waamoz, scrivo tra Roma e Milano, dove collaboro con Notizie.it. Leggo per passione, scrivo per dovere: scambiate le frasi e aggiungete negativi in bianco e nero. E tanti chilometri in mezzo, percorsi e immaginati.