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Usa, Corte Suprema lascia agli studenti trans la scelta del bagno

Un gruppo di cristiano-conservatori aveva paragonato la libera scelta del bagno ad una violazione del diritto alla privacy.

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Nove giudici statunitensi si sono riuniti e hanno approvato una sentenza che lascia agli studenti trans la scelta su quale bagno usare. La Corte Suprema ha infatti respinto l’istanza di un gruppo cristiano-conservatore, mantenendo la decisione di un distretto scolastico della Pennsylevia, la quale consente agli studenti transgender di usare i bagno che corrispondono alla loro identità di genere. Il gruppo di studenti, al contrario, sosteneva invece che lasciare libera scelta su quale bagno o spogliatoio usare, corrispondesse ad una violazione dei diritti alla privacy. La Corte però non si è trovata in accordo e ha deciso di mantenere la norma, affermando che si tratta di una decisione importante su un tema controverso. La Corte non si è riunita però solo in merito agli studenti trangender, ma ha anche ripristinato una norma dell’Indiana che prevedeva di seppellire o cremare i resti di un feto dopo un aborto.

I giudici hanno quindi bocciato la sentenza di una corte d’appello che aveva giudicato la norma “incostituzionale”.

Vladimir Luxuria: “Grazie alla Corte”

Come riportato da Repubblica, la notizia della decisione della Corte Suprema ha scatenato la gioia di Vladimir Luxuria, che ha voluto ringraziare con un video messaggio i giudici americani per la scelta operata: “A volte basterebbe un pò di buon senso e un pò di immedesimazione nell’altro. Ringrazio la Corte Suprema. Si tratta di una decisione che sconfigge la cattiveria e l’egoismo dei conservatori che volevano impedire questa cosa”.

La decisione di Trump

Sul tema dei diritti transgender, l’amministrazione Trump aveva ritirato le linee guida anti-discriminazione varate da Obama che prevedevano che si potesse usare bagni e spogliatoi nelle scuole pubbliche in base alla propria identità di genere e non in base al sesso di nascita.

La decisione aveva provocato polemiche ed era stata condannata dalla comunità LGBT e dalle associazioni per la difesa dei diritti civili, che hanno accusato il presidente di aver tradito la promessa fatta in campagna elettorale di non intervenire in questo campo.


Nata in provincia di Lodi, classe 1995, è laureata in "Scienze Umanistiche per la Comunicazione" all’Università Statale di Milano. Collabora con Notizie.it.


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Antonella Ferrari

Nata in provincia di Lodi, classe 1995, è laureata in "Scienze Umanistiche per la Comunicazione" all’Università Statale di Milano. Collabora con Notizie.it.

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