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Cambogia, crolla palazzina di sette piani in costruzione: 28 morti
Esteri

Cambogia, crolla palazzina di sette piani in costruzione: 28 morti

Cambogia

In Cambogia esplode il mercato delle costruzioni con centinaia di migliaia di operai senza tutele sindacali. Decine di questi sono morti in un crollo

E’ salito a 28 il numero dei morti ufficiali causati dal crollo di una palazzina sette piani in costruzione di proprietà cinese in Cambogia, nella località balneare di Sihanoukville. L’incidente, avvenuto all’alba sabato 22 giugno 2019, ha causato anche 24 feriti e le dimissioni di diverse autorità locali.

Arresti e dimissioni

La stessa ambasciata cinese in Cambogia ha espresso condoglianze ai parenti delle vittime e chiesto “un’indagine approfondita” su quanto avvenuto. Finora tre cittadini cinesi e un proprietario terriero cambogiano sono in stato di fermo.

Il primo ministro della Cambogia, Hun Sen, annuncia invece su Facebook di aver licenziato il vice direttore del National Committee of Disaster Management, Nhim Vanda, per “mancanza di responsabilità e per aver mentito” sul disastro. Il governatore della provincia di Preah Sihanouk, Yun Min, ha presentato invece le sue dimissioni che sono state accettate.

“Non ci sono altri sopravvissuti”

“Non ci aspettiamo altri sopravvissuti”, confida a 48 ore dal disastro uno dei soccorritori ad un giornalista dell’AFP.

All’interno dell’edificio in costruzione dormivano dozzine di lavoratori, molti dei quali sono stati letteralmente sepolti vivi durante il crollo. I sopravvissuti hanno raccontato di aver udito un rumore improvviso, di essersi svegliati e di essere riusciti a fuggire prima che il palazzo li schiacciasse così come avvenuto con molti dei loro colleghi.

Negli ultimi anni quello che era un tranquillo villaggio di pescatori a Sihanoukville si è trasformato in meta turistica, facendo esplodere il mercato delle costruzioni cinesi. Come ricorda Al Jazeera, l’International Labour Organization (ILO) ha avvertito che ci sono 200mila lavoratori edili in Cambogia, per la maggior parte non qualificati, pagati con retribuzioni giornaliere e non protetti da alcuna regola sindacale.


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