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Canada, il crudele carcere di Don Jail

Il Don Jail aprì i cancelli nel 1864 e nonostante all'inizio i detenuti erano trattati dignitosamente con gli anni le condizioni peggiorarono.

don jail

Don Jail si trova a est di Don River nel quartiere di Riverdale a Toronto (Canada). La sua architettura è impressionante e a guardarlo sembra più un palazzo che un carcere. Ma di signorile aveva ben poco. La sua storia ha inizio nel 1864, quando aprì i suoi cancelli con il soprannome “Palazzo dei prigionieri”. Don Jail era il quarto carcere di Toronto, nato da un’idea di William Thomas, la mente dietro l’Old City Hall in Ontario e il Brock’s Monument a Queenston Heights. La creazione della nuova prigione fu un passo da gigante per il sistema giudiziario canadese e un avanzamento nel trattamento dei prigionieri.

Le celle misuravano 7,5 x 3 piedi

Nonostante i suoi inizi positivi, la prigione si trasformerà nel luogo più oscuro del sistema giuridico canadese.

Il carcere aveva un totale di 180 celle, e al momento della costruzione, l‘impianto idraulico interno era ancora considerato un lusso. Ai detenuti veniva dato un secchio ciascuno e quello doveva essere il loro bagno. Le celle misuravano 7,5 per 3 piedi: questo voleva dire che i detenuti dormivano accanto alle loro feci. don jail

Col passare del tempo, il carcere divenne sovraffollato. Ben tre uomini contemporaneamente furono rinchiusi in ogni piccola e claustrofobica cella. Tra i detenuti c’erano anche persone mentalmente disturbate, che i carcerieri spesso legavano ai loro letti e si dimenticavano per lunghi periodi di tempo. Il carcere era parzialmente autosufficiente grazie ad un proprio terreno agricolo che oggi è conosciuto come Riverdale Park. I detenuti raccoglievano diversi prodotti come patate e carote. Inoltre, era presente anche una fattoria piena di pecore, polli e tacchini di cui i prigionieri si occupavano.

don jail

La pena capitale

Il lato oscuro di Don Jail fu l’esecuzione della pena capitale. Un totale di 60 persone furono giustiziate all’interno del carcere. Stando a quanto riportato dal sito abandonedspaces.com, i ricercatori hanno scoperto che un certo numero di prigionieri giustiziati furono sepolti in tombe non segnate nel cortile del carcere con nient’altro che un pezzo d’erba per coprire i loro resti. Il carcere fu chiuso nel 1977. L’ala est rimase invece operativa fino al 2013, quando fu chiusa anch’essa.


Nato a Magenta (MI), classe 1984, è laureato magistrale in Teoria e Metodi per la Comunicazione presso l'Università Statale di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per ChiliTV, That's All Trends e Ultima Voce.


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Alberto Pastori

Nato a Magenta (MI), classe 1984, è laureato magistrale in Teoria e Metodi per la Comunicazione presso l'Università Statale di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per ChiliTV, That's All Trends e Ultima Voce.

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