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Le foto del Nazismo scattate dai soldati tedeschi

Non tutti i soldati tedeschi presenti in Guerra premevano i grilletti: alcuni di loro schiacciavano il pulsante della loro macchina fotografica.

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.Paul Garson è uno scrittore e fotografo americano che vanta diverse collaborazioni con riviste e periodici statunitensi. Gerson ha trascorso decenni in giro per il mondo ad arricchire la sua collezione di cimeli di fotografia nazista. Le immagini da lui raccolte saranno pubblicate nel suo nuovo libro e racconteranno una storia a tratti davvero agghiacciante.

Il 15 Luglio 2019 verrà pubblicata la sua ultima opera dal titolo Photographers Of The Third Reich: Images From The Wehrmacht, uno studio sugli scatti personali e professionali presi dall’esercito di Hitler. Come lui stesso ha dichiarato, tra i milioni di soldati tedeschi che andarono in guerra, in molti portarono le loro macchine fotografiche personali. Essi documentarono il loro Dienstzeit, o servizio militare, tramite album fotografici meticolosamente preparati e inviati alla famiglia e agli amici.

Nessun altro gruppo di combattenti ha documentato una guerra in tali quantità di immagini in un’epoca precedente alla televisione, alla videocamera e ai collegamenti satellitari.

“Le foto riflettono sui fotografi, una visione speculare di una mentalità offuscata da una fatale arroganza, l’occhio dell’osservatore accecato da un’ideologia crudele e rapace” dice Garson.

Stando a quanto riportato dal sito thesun.co.uk, alcune delle foto presenti nel libro, includono un soldato tedesco in uniforme che fa una faccia buffa contro una finestra. Un’altra raffigura due soldati sul retro di un razzo tedesco con la didascalia “ragazzi in fuga verso i loro beniamini”. I razzi V-1 e V-2 prodotti dagli scienziati nazisti causarono indicibili miserie nel Regno Unito, provocando circa 6.000 morti e 50.000 feriti nella sola Londra.

Testimoni della crudeltà nazista

Ci sono immagini molto cruente, che testimoniano gli orrori della Guerra e forniscono la come prova dei crimini commessi dal Terzo Reich contro l’umanità.

Un cadavere congelato in modo grottesco nelle profondità dell’inverno russo; una folla di prigionieri che marciati nudi verso una morte quasi certa; civili impiccati ad un albero con soldati tedeschi fermi a guardarli.

Per i nazisti, la fotografia era solo un’altra arma da utilizzare nella ricerca di una razza superiore. Garson racconta: “La propaganda di tutti i tipi era parte integrante di ogni dittatura. Lo Stato ha invitato una moltitudine di designer, artisti e fotografi a saturare la popolazione con supporti visivi approvati sia per il consumo di Home Front sia per la comunità internazionale”.

Foto usate come propaganda

Sotto il controllo dell’autorità nazista Josef Goebbels, alla guida della Propaganda e capo dell’intera industria cinematografica del Terzo Reich, nessuno sforzo fu risparmiato per incidere l’ideologia nazista nelle menti di ogni civile.

Questo comprendeva anche la documentazione prodotta dai militari impegnati nel conflitto.

“Molti soldati andarono in guerra per premere i grilletti delle armi – conclude Gerson- ma molti altri schiacciarono i pulsanti delle loro telecamere per registrare un momento della loro vita diventato parte integrante del Terzo Reich”.

Nato a Magenta (MI), classe 1984, è laureato magistrale in Teoria e Metodi per la Comunicazione presso l'Università Statale di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per ChiliTV, That's All Trends e Ultima Voce.


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Alberto Pastori

Nato a Magenta (MI), classe 1984, è laureato magistrale in Teoria e Metodi per la Comunicazione presso l'Università Statale di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per ChiliTV, That's All Trends e Ultima Voce.

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