Libia, dopo la strage al-Sarraj valuta di liberare tutti i migranti
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Libia, dopo la strage al-Sarraj valuta di liberare tutti i migranti

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Il Governo di Accordo Nazionale valuta la chiusura di tutti i centri di detenzione in Libia e la liberazione dei migranti dopo il massacro di Tajura.

Il raid aereo contro il centro di detenzione per migranti a Tajura rischia di avere ripercussioni anche in Italia. Il Governo di Accordo Nazionale sembra infatti propenso a non trattenere più i profughi poiché, viene spiegato, “non riesce più a garantire la loro sicurezza“. La politica dei porti chiusi potrebbe quindi non bastare più.

Il massacro

Dopo il massacro di Tajura, l’ONU ha denunciato di aver appreso che le guardie presenti presso la struttura hanno sparato contro quei migranti che hanno tentato di fuggire dal centro di detenzione vicino a Tripoli dopo il bombardamento aereo, che ha causato almeno 53 morti e 130 feriti in base agli ultimi aggiornamenti.

A seguito della tragedia, il Consiglio presidenziale ha puntato il dito contro l’Esercito Nazionale di Liberazione Libico (LNA), con a capo il generale Khalifa Haftar, ed ha invitato le Nazioni Unite non solo a condannare il raid ma ad inviare sul posto una missione per accertare in maniera indipendente quanto accaduto.

A stretto giro l’Alto commissario per i diritti umani Michelle Bachelet ha dichiarato che l’attacco potrebbe essere considerato un crimine di guerra.

L’esercito di Haftar ha respinto invece al mittente ogni accusa, sostenendo che il bombardamento è stato condotto proprio dalle forze governative in risposta ad un attacco di precisione della LNA sulle postazioni nemiche.

Liberare tutti i migranti

A seguito di queste notizie il ministro dell’Interno libico Fathi Bashagha, come riporta The Libya Observer, ha annunciato che il Fayez al-Sarraj sta valutando l’ipotesi di “rilasciare tutti i migranti nei centri di detenzione” presenti nel Paese “perché la loro sicurezza non può più essere garantita”. “Il Governo di Accordo Nazionale è obbligato a proteggere tutti i civili, ma gli attacchi verso i centri di detenzione dei migranti da parte dei caccia F16 è al di là della capacità governativa di proteggerli” spiega infatti Bashagha.

Le prime reazioni in Italia

“Se il governo Serraj, dopo il massacro dei giorni scorsi, chiuderà davvero tutti i centri di detenzione dei migranti per garantire la loro sicurezza, è prevedibile una nuova drammatica stagione di partenze dalle coste libiche” avverte Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia.

“In questo caso – aggiunge – la politica dei porti chiusi non basterebbe più e il governo che ha pericolosamente oscillato tra Serraj e Haftar dovrebbe avere la forza e la capacità di imporre una soluzione europea“.


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Paola Marras
Di origine sarda ma nata e cresciuta a Roma. Dopo la maturità classica ho studiato "Scienze politiche" all'Università La Sapienza. Scrivo quotidianamente sul web per testate e blog dal 2006, giornalista dal 2009. Mi sono sempre occupata di servizi di approfondimento e d'inchiesta, alcuni scelti come fonte di Wikipedia, di libri e testi universitari mentre altri sono stati tradotti all'estero. Autrice anche di qualche scoop. Dal 2018 lavoro a tempo pieno per Notizie.it. Progettista Web e "Tecnico Superiore per la Comunicazione e il Multimedia", ho una profonda conoscenza del mondo internet e per questo non sono sui social.
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