Proteste a Hong Kong, manifestanti cercano di informare turisti cinesi
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Proteste a Hong Kong, manifestanti cercano di informare turisti cinesi

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Il corteo si è diretto verso la stazione di West Kowloon, con l'obiettivo di far sapere ai turisti cinesi in arrivo le motivazioni della protesta.

Continua dopo quasi un mese l’ondata di proteste ad Hong Kong. Nella giornata del 7 luglio migliaia di manifestanti hanno attraversato una zona commerciale del Paese solitamente frequentata da turisti cinesi, dirigendosi infine verso la stazione dei treni di West Kowloon. L’obiettivo dei dimostranti è quello di accogliere i cittadini cinesi in arrivo ad Hong Kong raccontandogli la verità in merito alle motivazioni delle proteste di queste settimane. Una verità accuratamente nascosta dalla censura mediatica di Pechino.

Barricate lungo la stazione

A titolo d’esempio della disinformazione in cui sono costretti a vivere i cittadini della Cina continentale, il profilo Twitter Hong Kong Free Press riporta una dichiarazione del signor Zhang, che dopo aver incontrato dei manifestanti racconta: “Sapevo delle proteste ma non ero a conoscenza delle richieste del movimento. Assaltare il parlamento mi è sembrato eccessivo, tuttavia manifestanti che ho visto oggi sembrano tutti persone normali. Spero non facciano nulla contro noi continentali”.

Secondo le fonti giornalistiche, quella di oggi si tratta della manifestazione più grande dallo scorso 1° luglio, cioè da quando decine di giovani assaltarono il Parlamento locale.

Un episodio che esacerbò ancora di più lo scontro tra il governo hongkonghese ed i suoi cittadini, colpevoli solo di esprimersi contro una controversa legge che, se emanata, consentirebbe l’estradizione degli abitanti di Hong Kong verso la Cina continentale. Per i manifestanti si tratterebbe esclusivamente di una manovra politica volta a perseguitare eventuali dissidenti del governo cinese.

Per impedire l’arrivo dei dimostranti alla stazione – che collega Hong Kong alla Cina – le forze di Polizia hanno issato delle barricate lungo l’ingresso principale dell’edificio. Contestualmente a ciò, gli agenti in assetto anti sommossa hanno caricato i cortei di manifestanti presenti nelle strade adiacenti, eseguendo alla fine tre arresti. Al momento solo i passeggeri con un treno prenotato possono entrare nella stazione di West Kowloon.

Le richieste dei manifestanti

Il corteo del 7 luglio è partito dal parco pubblico di Tsim Sha Tsui, molto popolare tra i turisti cinesi che visitano Hong Kong. Le proteste – iniziate lo scorso 9 giugno – andranno avanti probabilmente ancora per molto tempo, almeno fino a quando il governo non cedere su alcune delle richiesti dei manifestanti.

Tra esse infatti figurano il ritiro completo della legge sull’estradizione, un’indagine indipendente riguardo l’utilizzo di gas lacrimogeno e di pallottole di gomma da parte della Polizia, la liberazione dei dimostranti arrestati e – non ultimo – le dimissioni di Carrie Lam, attuale governatrice della regione autonoma cinese.

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Jacopo Bongini
Nato a Milano, classe 1993, frequenta l’Accademia di Belle Arti di Brera dove si laurea in "Nuove Tecnologie dell’Arte". Parallelamente all'ambito artistico, nel quale partecipa a diverse mostre del settore come admin della pagina Facebook Karbopapero 900, durante gli anni universitari sviluppa la passione per il mondo dell’informazione e della comunicazione. Passione che lo porta a diventare collaboratore dapprima per Il Giornale e in seguito per Notizie.it.