Bosco Ntaganda, il “signore della guerra” dichiarato colpevole
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Bosco Ntaganda, il “signore della guerra” dichiarato colpevole

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Stupri e schiavitù sessuale, arruolamento di bambini soldato, trasferimenti forzati di popolazione civile sono solo alcune delle accuse.

Dichiarato colpevole l’ex “signore della guerra” Bosco Ntaganda, soprannominato “The Terminator”. Rapito da bambino e addestrato ad essere soldato, l’uomo è stato accusato di crimini contro l’umanità durante la violenta guerra che ha insanguinato la Repubblica Democratica del Congo tra il 1999 e il 2003.

The War Lord

L’hanno soprannominato War Lord, ovvero “signore della guerra”, ma anche “The Terminator” vista la sua storia. All’anagrafe è meglio conosciuto come Bosco Ntaganda: ex bambino soldato rapito da piccolo, ha ora 45 anni e 13 capi d’accusa alle spalle. L’uomo è incolpato di crimini di guerra e crimini contro l’umanità legati a massacri di civili, stupri di ragazze e arruolamento di bambini soldato nella Repubblica Democratica del Congo. Secondo i giudici della Corte penale internazionale dell’Aja (Cpi), Ntaganda ha avuto un ruolo decisivo negli orrori commessi durante la violenta guerra avvenuta tra il 1999 e il 2003. In particolare nella regione di Ituri, nel nordest del Paese, dove gli sono stati attribuiti stupri e schiavitù sessuali, l’omicidio di un prete, la persecuzione di interi villaggi, trasferimenti forzati di popolazione civile, …

queste sono solo alcune delle querele. L’ex comandante delle milizie ha negato tutte le accuse, ma è arrivata puntuale la risposta del giudice Robert Fremr: “Svolgeva una funzione militare molto importante e aveva un ruolo determinante per creare un gruppo armato potente. Alla luce dei suoi ordini diretti di uccidere civili, l’ex signore della guerra approvava il comportamento criminale dei soldati”.

Grossa pena sulle spalle

Il congolese rischia ora l’ergastolo, ma gli avvocati dell’uomo hanno chiesto ai giudici di trattarlo come “vittima di circostanze nate in un conflitto che ha causato decine di migliaia di morti.” Anche qui il pubblico ministero si è dimostrato risoluto, sostenendo che le vicende personali non lo sollevano dalle responsabilità per gli orrori commessi in età adulta. Secondo le Ong, lo scoppio delle violenze ad Ituri avrebbe causato oltre 60mila morti: qui, Ntaganda, avrebbe rivestito un ruolo principale nella pianificazione delle operazioni del braccio armato delle Forze patriottiche di liberazione del Congo e dell’Unione dei patrioti congolesi.

Un tribunale apposito è stato fondato nel 2002 per processare i colpevoli dei crimini compiuti durante la guerra: Ntaganda, è uno de cinque capi portati a giudizio. Nel 2012, la Cpi, aveva già condannato a 14 anni di carcere Thomas Lubanga, ex capo di Ntaganda nelle Fplc. Tanti i casi prosciolti negli anni recenti: questo, in particolare, è di singolare importanza per i sopravvissuti nell’Est della Rd del Congo, che da tempo chiedono giustizia per le migliaia di persone uccise. Le loro speranze sono riposte nelle mani dei giudici dell’Aja.


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Lavinia Nocelli
Lavinia Nocelli, classe '94, marchigianamente di Senigallia. Arrivata per la prima volta a Milano nel 2013, ho studiato all'Accademia di Belle Arti di Brera. La mia tesi mi ha portato in Albania, dove ho realizzato un docufilm sulle nuove mete d'emigrazione Italiana, documentando la situazione a Tirana, la capitale. Nel mentre un docufilm in veste di aiuto registra con Francesca La Mantia, "La memoria che resta". Poi il fotoreportage nella "jungle" di Calais, Francia, il campo profughi da cui oltre 10000 rifugiati cercavano di passare i confini per arrivare nel Regno Unito. E i due anni a Parigi, all'Ecole Supérieur de Journalisme, dove ho seguito da vicino le manifestazioni dei Gilet Gialli. Fotogiornalista per Waamoz, scrivo tra Roma e Milano, dove collaboro con Notizie.it. Leggo per passione, scrivo per dovere: scambiate le frasi e aggiungete negativi in bianco e nero. E tanti chilometri in mezzo, percorsi e immaginati.