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Madrid, donna uccisa dai detersivi

I medici avrebbero tentato di rianimarla per circa 30 minuti, inutilmente. Un'autopsia è stata disposta per accertare le cause della morte.

donna pulizie

Uccisa dalle esalazioni donna patita per le pulizie. La vittima, una 30enne spagnola, sarebbe morta dopo aver accusato un malore e aver chiamato i paramedici: inutili i soccorsi, arrivati ormai troppo tardi per lei. Un’autopsia è stata chiesta per confermare le cause della morte.

Uccisa dalle pulizie

Una ragazza spagnola di appena trent’anni, residente a Madrid, è stata trovata morta nel pomeriggio di lunedì 8 luglio nella sua abitazione, dopo che quest’ultima aveva provveduto a chiamare i soccorsi per aver accusato un malore. Patita per le pulizie domestiche, sarebbero state probabilmente le esalazioni di ammoniaca respirate a causare l’arresto cardiocircolatorio. La vittima, dopo circa due ore di pulizie, avrebbe accusato un mancamento, chiamando prontamente i paramedici che però, giunti sul posto, avrebbero trovato la donna a terra in arresto cardiaco. I medici avrebbero tentato di rianimarla per mezz’ora, inutilmente: un’autopsia è stata disposta per accertare definitivamente le cause della morte.

Morire di pulizie

Sono rari i casi di questo tipo, ma spesso la pericolosità di detergenti e sgrassanti viene sottovalutata.

In particolare mischiare vari detersivi ed esporsi in maniera prolungata a quest’ultimi può avere effetti deleteri: l’ammoniaca, su tutti, è quella più rischiosa. Nonostante i prodotti domestici contengano una quantità limitata della sostanza chimica, l’uso prolungato ed eccessivo all’agente può avere conseguenze significative come bruciore ad occhi, naso e gola, ma anche insufficienza polmonare o cardiaca.


Lavinia Nocelli, classe '94, marchigianamente di Senigallia. Arrivata per la prima volta a Milano nel 2013, ho studiato all'Accademia di Belle Arti di Brera. La mia tesi mi ha portato in Albania, dove ho realizzato un docufilm sulle nuove mete d'emigrazione Italiana, documentando la situazione a Tirana, la capitale. Nel mentre un docufilm in veste di aiuto registra con Francesca La Mantia, "La memoria che resta". Poi il fotoreportage nella "jungle" di Calais, Francia, il campo profughi da cui oltre 10000 rifugiati cercavano di passare i confini per arrivare nel Regno Unito. E i due anni a Parigi, all'Ecole Supérieur de Journalisme, dove ho seguito da vicino le manifestazioni dei Gilet Gialli. Fotogiornalista per Waamoz, scrivo tra Roma e Milano, dove collaboro con Notizie.it. Leggo per passione, scrivo per dovere: scambiate le frasi e aggiungete negativi in bianco e nero. E tanti chilometri in mezzo, percorsi e immaginati.


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Lavinia Nocelli

Lavinia Nocelli, classe '94, marchigianamente di Senigallia. Arrivata per la prima volta a Milano nel 2013, ho studiato all'Accademia di Belle Arti di Brera. La mia tesi mi ha portato in Albania, dove ho realizzato un docufilm sulle nuove mete d'emigrazione Italiana, documentando la situazione a Tirana, la capitale. Nel mentre un docufilm in veste di aiuto registra con Francesca La Mantia, "La memoria che resta". Poi il fotoreportage nella "jungle" di Calais, Francia, il campo profughi da cui oltre 10000 rifugiati cercavano di passare i confini per arrivare nel Regno Unito. E i due anni a Parigi, all'Ecole Supérieur de Journalisme, dove ho seguito da vicino le manifestazioni dei Gilet Gialli. Fotogiornalista per Waamoz, scrivo tra Roma e Milano, dove collaboro con Notizie.it. Leggo per passione, scrivo per dovere: scambiate le frasi e aggiungete negativi in bianco e nero. E tanti chilometri in mezzo, percorsi e immaginati.

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