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Area 51, sui social si prepara l’attacco di massa

La misteriosa base aerea americana è da anni il punto focale di numerose teorie sul complotto.

invasione Area 51

Le prospettive sono quelle di un attacco alla “Signore degli Anelli” o alla “Game of Thrones”. Il 20 settembre 2019 un esercito di persone (se ne stimano circa 400mila) darà assalto all’Area 51, la base dell’aeronautica statunitense nel deserto del Nevada. “Non possono fermarci tutti” recita il sottotitolo dell’evento “Storm Area 51” su Facebook. Il piano prevede l’introduzione in massa nell’area ad accesso vietato per verificare l’esistenza di installazioni dove verrebbero custoditi i corpi di alcuni alieni e i resti della loro astronave precipitata nel 1947. L’operazione è stata lanciata dall’australiano Jackson Barnes e sta raccogliendo migliaia di adesioni.

Il piano

“Ok ragazzi, sento che abbiamo bisogno di formulare un piano, ho messo insieme questo schema facile da seguire” scrive Barnes.

Si tratta di un piano ben definito: l’australiano ha diviso le truppe in vari contingenti con funzioni diverse. Tra esse, figurerebbe quella dei tiratori di pietre e quella dei cosiddetti “Naruto runners”, che a più ondate dovrebbero raggiungere il cuore della base americana.

Le intenzioni di Jackson Barnes sono vere? No, sembrerebbe dal post scriptum apparso su Facebook: “Buongiorno governo degli Stati Uniti, questo è uno scherzo, e in realtà non intendo portare avanti il piano. Ho solo pensato che sarebbe stato divertente e allo stesso tempo che avrei ricevuto molti like. Non sono io il responsabile se poi le persone decideranno di occupare effettivamente l’Area 51“. Non si esclude, tuttavia, che qualcuno si presenti davvero all’Area 51 il 20 settembre, ispirato dal progetto dell’australiano.

Il complottismo

I presunto incidente di Roswell avvenuto nel 1947 rappresenta un caposaldo del complottismo.

Il governo degli Stati Uniti ha ammesso l’esistenza della base solo a luglio 2003, rifiutandosi di fornire ulteriori spiegazioni sulla sua strutturazione e sulla sua funzione. La sua posizione non appare su nessuna mappa e un numero esiguo di persone vi può accedere.

“E’ solo una base aerea” ha spiegato Sam Scimemi, direttore della Stazione spaziale internazionale (Iss) in forza alla Nasa dal 2003. “Non ci sono mai stato ma sono certo che non si tratta altro che di una base dell’aeronautica. Voi europei avete la mitologia, noi negli Usa l’abbiamo dovuta costruire da zero e le grandi cospirazioni immaginarie ne fanno decisamente parte, compresa l’Area 51“.

La teoria più diffusa è che la base sia tanto segreta perché sede di test sugli aerei più avanzati, compreso l’Aurora.

La sicurezza dell’Area 51 è affidata a guardie private della EG&G, che pattugliano il perimetro della zona coadiuvati da sensori di movimento sepolti nel terreno e da elicotteri in volo sull’area.


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