Omicidio di Yelena Grigoriyeva, protesta a San Pietroburgo
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Omicidio di Yelena Grigoriyeva, protesta a San Pietroburgo

omicidio di Yelena Grigoriyeva
omicidio di Yelena Grigoriyeva

Omicidio di Yelena Grigorieva, attivista per la difesa dei diritti Lgbt: protesta a San Pietroburgo

Più volte era finita in carcere ed era diventata bersaglio privilegiato di minacce di morte, le quali però sono state sempre ignorate dalla polizia. Ha manifestato in prima fila contro le torture, le detenzioni politiche, l’annessione in Ucraina o la persecuzione della comunità Lgbt. Finché il suo nome non è finito su un sito omofobo ispirato alla saga horror Saw, informa la Repubblica. Quest’ultimo, il primo luglio scorso, ha dichiarato aperta “la caccia agli attivisti Lgbt”. In questo meccanismo macabro e perverso, vi erano persino in palio alcuni premi in denaro. Omicidio di Yelena Grigoriyeva: Lena, il soprannome dato dagli amici, è stata uccisa nella notte tra sabato 20 e domenica 21 luglio 2019. Il suo corpo è apparso martoriato da almeno otto pugnalate. Presenti anche segni di strangolamento. Il drammatico ritrovamento è avvenuto poco lontano dalla sua abitazione, ma solo molte ore dopo dall’assassinio. L’attivista Grigoriyeva aveva 41 anni.

Omicidio di Yelena Grigoriyeva, la protesta

“Che gli attacchi, le minacce e ora il suo omicidio siano o meno legati alle sue idee politiche non importa.

Abbiamo tutti il diritto di vivere. E lo Stato ha il dovere di garantire questo diritto”. Così ha commentato l’attivista Dinar Idrisov, dando l’annuncio della morte di Grigorieva su Facebook. La notizia è stata resa nota lunedì 23 luglio 2019. Fermato il presunto assassino. Così informa il sito locale Fontanka. Tuttavia, non risulta ancora chiaro se gli inquirenti imputeranno l’omicida con l’accusa di crimine d’odio. Ad oggi, infatti, solo due episodi analoghi sono stati trattati da polizia e giudici come crimini d’odio. Tutti gli altri classificati come crimini ordinari, i quali comportano sanzioni e pene più lievi.

Secondo un rapporto del 2017 del Centro per la ricerca sociale indipendente (Cisr), nell’arco di sette anni sarebbero almeno 267 i crimini violenti che si sono scagliati contro la comunità Lgbt russa. I fatti sembrano aver subito un triste incremento all’indomani dell’approvazione della cosiddetta legge contro “la propaganda gay tra minori”.

Correva l’anno 2013.

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Asia Angaroni
Leva 1996, varesotta di nascita milanese di adozione. Dall’amore per la stampa e la verità alla laurea in Comunicazione. Amante della letteratura e dell’arte, alla ricerca costante di sapienza e cultura. Appassionata di cronaca sportiva e di inchieste, desiderosa di fare della parola il proprio futuro.