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Esplosione a Kabul, autobomba contro polizia: si temono vittime

Un'autobomba avrebbe colpito degli uffici di polizia nel distretto numero 6. Finora si contano 34 feriti, ma si temono molte vittime

esplosione a Kabul
esplosione a Kabul

Nella mattinata di mercoledì 7 agosto una violenta esplosione ha scosso Kabul. Il cielo della capitale afghana è stato sommerso da una fitta nube di fumo. Degli uffici di polizia con sede nel distretto numero 6 pare siano stati colpiti da un’autobomba.

Nel 2017 un primo attacco aveva colpito il quartier generale della polizia. In quell’occasione si registrarono ben 20 vittime. A poche ore dall’esplosione a Kabul, in una zona densamente popolata, si contano 34 feriti, ma il bilancio risulta provvisorio. Si temono molte vittime. Prontamente sono intervenute diverse ambulanze. Tra coloro che sono rimasti coinvolti nell’esplosione, pare ci siano molte donne. Immediato il ricovero dei feriti. Come ricordato dall’Ansa, lo scoppio è avvenuto a poche ore di distanza dalle tre diverse operazioni anti Isis realizzate dalle forze speciali afghane in due quartieri di Kabul.

Esplosione a Kabul, la rivendicazione dei talebani

Un portavoce del ministro degli Interni ha smentito alla tv locale Tolo la notizia secondo la quale ci sarebbero stati diversi spari di arma da fuoco appena dopo l’esplosione. Così avrebbero raccontato alcuni testimoni.

L’attacco è stato rivendicato dai talebani che hanno dichiarato di aver colpito un “centro di reclutamento” e di aver ucciso e ferito “un largo numero di soldati”, riporta il Corriere della Sera.

Secondo le informazioni rese note da alcune fonti locali, sarebbe salito ad almeno 95 il conto dei feriti, tra cui donne e bambini.

Nel solo mese di luglio in Afghanistan si contano più di 1.500 civili rimasti uccisi o feriti. Questi i dati diffusi dall’Onu. Intanto i talebani invitano gli elettori a “boicottare” le elezioni presidenziali previste per il 28 settembre. Inoltre, esortano la popolazione a non partecipare agli eventi in programma per la campagna elettorale perché “potrebbero diventare potenziali obiettivi”. Dopo mesi di colloqui tra Usa ed emissari del movimento fondato dal mullah Omar, si susseguono nuove minacce da parte del gruppo. L’obiettivo dei colloqui è quello di riportare la pace in un Paese in cui da decenni vige uno stato di belligeranza continuo. Proprio un giorno prima dell’esplosione, l’inviato Usa, Zalmay Khalilzad, ha parlato di “progressi eccellenti2 nei colloqui con i talebani a Doha, in Qatar. Washington spera in un accordo entro settembre, ricorda ancora il Corriere della Sera.

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.


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Asia Angaroni

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.

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