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Muore moglie a El Paso, rimane solo: al funerale arriva tutta la città

Un appello lanciato su Facebook che ha mosso gli States interi, con persone venute da ogni parte della nazione.

antonio basco funerale

Gesto commovente quello avvenuto a La Paz Faith Memorial and Spiritual Center, in Texas. Un uomo, dopo aver perso la moglie nella strage di El Paso lo scorso 3 agosto, temeva di rimanere solo. Antonio Basco lancia un appello su Facebook per avere supporto e sostegno: al funerale si presentano 700 persone.

Muore la moglie, la città al funerale

20 vittime e 26 feriti, questo il bilancio della strage di El Paso del 3 agosto, l’ennesima di una lunga serie che negli States sembra non fermarsi, nonostante l’arresto dell’autore di quest’ultima – Patrick Crusius, ora in carcere. Tra le vittime Margie Reckard, moglie di Antonio Basco: la coppia, sposata da oltre 22 anni, non aveva parenti in città e vivevano infatti soli in casa. Ma Antonio, persa la sua consorte, è diventato velocemente un simbolo per l’America, grazie ad un invito che si è trasformato in un vero e proprio evento.

Stanco e addolorato, Antonio temeva di trovarsi solo dopo la scomparsa di Margie, ed ha così deciso di chiedere sostegno alla comunità in un momento per lui così delicato. Un appello sui social, un invito lanciato su Facebook, quello di accompagnarlo al funerale della moglie per stargli accanto e che ha rivolto all’intera città. Ed una semplice richiesta si è trasformata in un vero e proprio evento quando, al La Paz Faith Memorial and Spiritual Center, si sono presentate oltre 700 persone per sostenere e supportare Antonio, in un vero e puro gesto d’affetto. Ad aiutarlo la “Perches Funeral Homes“, corsa in aiuto di tutte le famiglie delle vittime, che ha condiviso un messaggio su Facebook: “Il signor Basco non aveva altra famiglia oltre sua moglie Margie Reckard: dà il benvenuto a chiunque voglia partecipare al funerale della sua compagna”.
funerali antonio basco

La carica dei 700

Il commovente messaggio ha mosso i cuori e l’anima di molti: 900 mazzi di fiori arrivati da ogni parte degli States, dal New Hampshire, all’Oregon e al Kentucky. Tantissimi anche dall’Ohio, cittadina protagonista di un’altra violenta sparatoria. E poi le tantissime persone, più di 700, radunatesi intorno alla Chiesa e che hanno formato una lunga fila per porgere l’ultimo saluto a Margie. “Guarda tutti i nuovi amici che hai ora. Qualsiasi cosa succeda, non smettere di attraversare la tempesta perché ne verrai fuori”, ha dichiarato Basco scoppiando in lacrime. “Era l’amore della mia vita, appena l’ho guardata negli occhi era finita per me”.


Lavinia Nocelli, classe '94, marchigianamente di Senigallia. Arrivata per la prima volta a Milano nel 2013, ho studiato all'Accademia di Belle Arti di Brera. La mia tesi mi ha portato in Albania, dove ho realizzato un docufilm sulle nuove mete d'emigrazione Italiana, documentando la situazione a Tirana, la capitale. Nel mentre un docufilm in veste di aiuto registra con Francesca La Mantia, "La memoria che resta". Poi il fotoreportage nella "jungle" di Calais, Francia, il campo profughi da cui oltre 10000 rifugiati cercavano di passare i confini per arrivare nel Regno Unito. E i due anni a Parigi, all'Ecole Supérieur de Journalisme, dove ho seguito da vicino le manifestazioni dei Gilet Gialli. Fotogiornalista per Waamoz, scrivo tra Roma e Milano, dove collaboro con Notizie.it. Leggo per passione, scrivo per dovere: scambiate le frasi e aggiungete negativi in bianco e nero. E tanti chilometri in mezzo, percorsi e immaginati.


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Lavinia Nocelli

Lavinia Nocelli, classe '94, marchigianamente di Senigallia. Arrivata per la prima volta a Milano nel 2013, ho studiato all'Accademia di Belle Arti di Brera. La mia tesi mi ha portato in Albania, dove ho realizzato un docufilm sulle nuove mete d'emigrazione Italiana, documentando la situazione a Tirana, la capitale. Nel mentre un docufilm in veste di aiuto registra con Francesca La Mantia, "La memoria che resta". Poi il fotoreportage nella "jungle" di Calais, Francia, il campo profughi da cui oltre 10000 rifugiati cercavano di passare i confini per arrivare nel Regno Unito. E i due anni a Parigi, all'Ecole Supérieur de Journalisme, dove ho seguito da vicino le manifestazioni dei Gilet Gialli. Fotogiornalista per Waamoz, scrivo tra Roma e Milano, dove collaboro con Notizie.it. Leggo per passione, scrivo per dovere: scambiate le frasi e aggiungete negativi in bianco e nero. E tanti chilometri in mezzo, percorsi e immaginati.

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